Gabriel Omar Batistuta rappresenta una delle icone più luminose nella storia della Serie A e, soprattutto, della Fiorentina. Arrivato a Firenze nel 1991, l’attaccante argentino ha legato il suo nome in maniera indelebile ai colori viola, diventando in pochi anni il simbolo di una squadra e di un’intera città. I numeri raccontano solo in parte la sua grandezza: 207 gol in 332 presenze con la maglia della Fiorentina, un rendimento straordinario che lo ha consacrato come uno dei bomber più prolifici del calcio italiano.
Durante la sua lunga esperienza in riva all’Arno, Batistuta ha guidato la Fiorentina nei momenti più esaltanti e in quelli più difficili, senza mai tradire l’amore per il club. Con i viola ha conquistato una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, trofei che hanno segnato il ritorno della Fiorentina ai vertici dopo anni complicati. Ma al di là delle vittorie, ciò che ha reso “Batigol” eterno è stato il suo carisma, la sua potenza fisica e la capacità di segnare gol decisivi, spesso spettacolari, trascinando la squadra sulle sue spalle.
batistuta a cuore aperto (via onefootball) fiorentinauno.com
Fiorentina, senti Batistuta
Nel 2000 la separazione da Firenze fu dolorosa per tutti. Batistuta scelse la Roma per inseguire il sogno dello scudetto, riuscendo a coronarlo già nella sua prima stagione in giallorosso, nel 2000/01, entrando anche nella storia del club capitolino. Nonostante il successo romano, il legame con Firenze non si è mai spezzato. Batistuta ha sempre dichiarato di sentirsi profondamente legato alla città e ai tifosi viola, che continuano ad amarlo come una leggenda assoluta. Proprio questo rapporto speciale rende ancora più amaro un aspetto del suo post-carriera: la mancanza di un ritorno ufficiale alla Fiorentina in un ruolo dirigenziale o rappresentativo. Come da lui stesso ammesso a Cronache di Spogliatoio, il fatto che la società non abbia mai pensato a coinvolgerlo lo ha profondamente ferito. Un dispiacere sincero, che nasce dall’amore viscerale per una maglia che Batistuta non ha mai smesso di considerare casa. Ecco di seguito le sue parole:
Quale sensazione sentirei se chiamasse la Fiorentina? La prima è quella di non essere dimenticato, mi sentirei riconosciuto o ricordato, preso in considerazione, ed è un qualcosa che ti dà vita. Tutto quello che hai dato, tutto il sacrificio, non è stato fatto per niente. Se potessi, entrerei in campo adesso per calciare e per aiutare la Fiorentina.
batistuta deluso sul non ritorno in viola (via onefootball) fiorentinauno.com
Io a Firenze so di essere amato e quello che sentono per me è quello che io sento per la città: era così quando giocavo e sarà così fino alla morte. Una cosa sono però i tifosi e un’altra sono i dirigenti che prendono le decisioni e quando non si viene presi in considerazione dalla squadra per la quale hai dato molto, non è una bella cosa. È una cosa che dispiace. Pensavo di poter dare qualcosa anche al di fuori del calcio, la mia conoscenza dell’ambiente. Se voglio andare a vedere una partita non so nemmeno a chi chiedere il biglietto. Sono cose che non dovrebbero capitare non solo a me, ma a tanti calciatori che hanno dato tanto ad una squadra.