Bove: la fine di un calvario durato 440 giorni, ieri finalmente di nuovo in campo col Watford
Bove torna in campo dopo 440 giorni (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images) via OneFootball
Calvario finito per Edoardo Bove che esattamente 440 giorni dopo il malore al Franchi in quel 1° dicembre 2024 durante Fiorentina-Inter torna in campo da giocatore con la maglia del Watford in Championship. Bove è subentrato nei minuti finali e ha poi rlasciato un’intervista nella quale ha espresso tutta la sua gioia.
Edoardo Bove ha firmato un contratto della durata di 5 anni col Watford e ieri finalmente ha mosso i primi passi ufficialmente col suo nuovo club. Il Watford milita in Championship, il campionato di Serie B inglese ed occupa attualmente il dodicesimo posto in classifica a -3 punti dalla zona playoff. Ieri si giocava la 32esima giornata (qua sono 46 e non 38 quindi manca ancora moltissimo alla fine) e Bove ha fatto il suo ingresso in campo esordendo così con la nuova maglia al minuto 86. Bove ha poi celebrato il momento assieme ai compagni e allo staff a fine gara prima di correre ad abbracciare la sua famiglia in quello che è stato un momento molto commovente.
Bove torna in campo dopo 440 giorni (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images) via OneFootball
Le parole di Bove dopo il ritorno in campo
Il classe 2002 è stato poi intervistato ai microfoni di CBS Sports Golazo. Di seguito le sue dichiarazioni:
E’ una bellissima sensazione essere di nuovo in campo. Sono un po’ deluso per il risultato (2-2 n.d.r.) perché penso che meritassimo di vincere, ma tornare a giocare è una grande emozione. Devo ringraziare lo staff e i compagni che mi hanno permesso di adattarmi a questo tipo di calcio; apprezzo molto il lavoro fatto per farmi scendere in campo il prima possibile. Sono davvero grato al club e felice di essere qui.
Le parole di Bove dopo il ritorno al calcio giocato (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images) via OneFootball
Anche il suo nuovo allenatore Edward Still ha speso belle parole per lui a fine gara:
Ha ricevuto un enorme applauso nello spogliatoio perché tutti si rendono conto di quello che ha passato. Giù il cappello davanti a lui. Per quello che ha dovuto affrontare fuori dal campo e lontano dal calcio, tornare con la mentalità che ha mostrato è semplicemente fantastico