Lotta salvezza: i calendari a confronto di Fiorentina, Cremonese, Genoa e Lecce (Photo by Marco Luzzani/Getty Images) via OneFootball
La Fiorentina ha finalmente offerto una prestazione da squadra vera, centrando una vittoria fondamentale in trasferta contro il Como 1907 allo Stadio Giuseppe Sinigaglia. Il successo di sabato rappresenta molto più di tre punti: è il simbolo di una crescita mentale e caratteriale che finora era mancata nei momenti decisivi della stagione.
Secondo l’analisi di La Repubblica (edizione Firenze), al Sinigaglia si è vista una Fiorentina mai così compatta e granitica. Una squadra con la “testa dentro il carrarmato”, per riprendere la metafora usata da Fabio Paratici nel giorno della sua presentazione. Un’immagine forte che descrive alla perfezione l’atteggiamento mostrato dai viola: concentrazione totale, spirito di sacrificio e consapevolezza della situazione di classifica.
La Fiorentina ha interpretato la partita con l’atteggiamento giusto per una squadra chiamata a salvarsi. Difesa solida e organizzata, con tutti i giocatori coinvolti nella fase di non possesso. Non solo i difensori, ma anche centrocampisti e attaccanti hanno contribuito a proteggere il risultato, dimostrando una compattezza che raramente si era vista in questa stagione. Determinante è stato il cinismo sotto porta: poche occasioni, ma sfruttate con freddezza. Un aspetto che spesso era mancato ai viola, troppo belli ma poco concreti in passato. A Como, invece, la squadra ha colpito nei momenti chiave, portando la partita sui binari desiderati.
Il vero segnale di svolta è arrivato nel recupero, finora autentico tallone d’Achille della Fiorentina. Prima di questa gara, i viola avevano già perso 10 punti nei minuti finali, subendo rimonte e gol pesanti. Questa volta, però, la storia è cambiata.
Nel finale al Sinigaglia, la Fiorentina ha abbassato i ritmi, spezzato il flusso del gioco del Como e gestito con intelligenza ogni possesso. Non si è chiusa nella propria area, ma ha difeso attaccando, mantenendo il pallone lontano dalla porta. L’unico vero brivido è arrivato da un cross di Addai, mentre dall’altra parte Piccoli ha sfiorato l’1-3 e soprattutto ha tenuto il pallone vicino alla bandierina per quasi due minuti, conquistando falli e angoli preziosi. Questa gestione lucida e maliziosa del recupero certifica il “click” mentale tanto atteso. La Fiorentina è apparsa finalmente consapevole della propria situazione e determinata a lottare su ogni pallone fino all’ultimo secondo.
La vittoria di Como non risolve tutti i problemi, ma rappresenta un punto di partenza importante. Se la squadra saprà mantenere questa solidità difensiva, questo spirito di sacrificio e questa tenuta mentale, la corsa salvezza potrà prendere una direzione diversa. Al Sinigaglia si è vista una Fiorentina nuova: meno fragile, più concreta e finalmente pronta a combattere fino in fondo.
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