Non è passata inosservata la sceneggiata di Fabiano Parisi nel finale di Como-Fiorentina, episodio che ha fatto discutere tifosi e addetti ai lavori. Nel corso della sfida tra Como 1907 e ACF Fiorentina, l’esterno viola è stato appena sfiorato da Addai, ma ha reagito cadendo a terra e portandosi le mani al volto, simulando un colpo ben più grave di quanto realmente accaduto.
Fiorentina, la simulazione di Parisi nel finale di Como-Fiorentina
L’episodio, avvenuto nei minuti finali del match disputato allo Stadio Giuseppe Sinigaglia, è stato analizzato anche negli studi di DAZN. A intervenire è stato l’ex arbitro Luca Marelli, che non ha usato mezzi termini nel commentare l’accaduto.
Oggi i giocatori accentuano in maniera eccessiva, in particolare sui colpi al volto e si buttano immediatamente per terra. Vedi cosa è successo in Como-Fiorentina con Addai che gli poggia una mano e Parisi cade a terra, sono tutti tentativi di trarre in inganno l’arbitro. Ormai è una moda di simulare, quella di portarsi le mani al volto, avviene soprattutto negli ultimi due anni. Brutto anche per guarda, vedere giù i giocatori francamente è difficile da digerire per chi ama questo gioco
Parole nette, che riaccendono il dibattito sul tema delle simulazioni nel calcio moderno. Secondo Marelli, l’abitudine di accentuare i contatti, soprattutto quelli al volto, è diventata una pratica sempre più diffusa, con l’obiettivo di influenzare le decisioni arbitrali nei momenti chiave della partita.
L’episodio di Parisi rappresenta dunque l’ennesimo caso che alimenta polemiche e riflessioni su un fenomeno che rischia di danneggiare l’immagine del calcio. In un finale già teso e carico di pressione, gesti come questo finiscono inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento, dividendo opinione pubblica e appassionati.