fiorentina-como coppaa italia (via onefootball) fiorentinauno,com
La Fiorentina non aveva mai sofferto così tanto in Europa negli ultimi anni. La sconfitta per 4-2 contro lo Jagiellonia Białystok nel ritorno del playoff di UEFA Europa Conference League riapre interrogativi su approccio e gestione delle gare a eliminazione diretta.
Dopo il 3-0 conquistato all’andata in Polonia, i viola sembravano avere in mano un vantaggio solido. Non una garanzia assoluta – perché in Europa nulla è scontato, ma certamente un margine rassicurante. E invece al Franchi è andata in scena una partita folle, ricca di errori, disattenzioni e ribaltamenti improvvisi.
Protagonista assoluto della serata è stato il 19enne Mazurek, talento emergente del calcio polacco, autore di una tripletta che ha gelato il pubblico viola. In appena 49 minuti lo Jagiellonia è riuscito a rimontare l’intero svantaggio accumulato all’andata, portandosi sul 3-0 e rimettendo tutto in discussione. La Fiorentina è apparsa sorpresa, fragile, incapace di gestire il ritmo e i momenti chiave della gara. Errori in fase difensiva, poca lucidità in costruzione e un atteggiamento iniziale troppo superficiale hanno permesso ai polacchi di prendere fiducia e campo. Il 4-2 finale certifica una sconfitta pesante, anche se il passaggio del turno resta figlio del risultato complessivo.
La sensazione, però, è che la squadra abbia dilapidato troppo in fretta il capitale costruito sette giorni prima. Non è la prima volta che la Fiorentina si complica la vita in Conference League. Già in agosto, nel preliminare contro il Polissya Zhytomyr, i viola avevano rischiato grosso. Dopo il 3-0 dell’andata, gli ucraini chiusero il primo tempo del ritorno avanti 2-0, costringendo la squadra a una rincorsa affannosa per evitare una clamorosa eliminazione.
Un copione che sembra ripetersi: vantaggio importante, calo di tensione, approccio sbagliato e gara che si riapre pericolosamente. In Europa, ogni dettaglio pesa. E ogni distrazione si paga.
Il 4-2 contro lo Jagiellonia deve essere letto come un segnale. La Fiorentina ha dimostrato di avere qualità e margine, ma anche fragilità evidenti quando la pressione aumenta. Le competizioni europee non perdonano superficialità e gestione emotiva approssimativa. Ora l’obiettivo è imparare dalla lezione. Perché se il risultato complessivo ha premiato i viola, la prestazione lascia ombre che non possono essere ignorate. Serviranno maturità, concentrazione e personalità per evitare che questi blackout diventino un limite strutturale nel cammino europeo.
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