Il futuro di Vanoli, dopo un ottimo mese di febbraio, torna a essere incerto: (Via Onefootball)-Fiorentinauno.com
Dopo che sembrava essersi preso la Fiorentina sulle spalle, ora sembra essere nuovamente tutto in bilico. La stagione di Paolo Vanoli sembrava aver preso una direzione diversa nel mese di febbraio. La squadra aveva iniziato a ingranare, aveva iniziato a vincere. Certo in maniera difficile, ma la Viola aveva iniziato a tirare fuori il giusto carattere per portarsi a casa i 3 punti.
Discorso che recentemente sembra essere nuovamente cambiato. Dopo aver perso per 4 a 2 in casa contro lo Jagiellonia in casa, rischiando di non raggiungere gli ottavi di Conference League nonostante il vantaggio per 3 a 0 costruito in Polonia, la Viola ha perso lunedì contro l’Udinese con un secco 3 a 0. Tutto di nuovo da rifare, tutto di nuovo in discussione.
La Fiorentina si trova in sedicesima posizione, insieme a Lecce e Cremonese, a soli 24 punti. Il margine di manovra si è ormai ridotto a un sottile filo di seta. Un bottino decisamente basso per una squadra che negli ultimi anni ha sempre avuto l’obiettivo di lottare per l’Europa. Sicuramente è impossibile e sarebbe moralmente errato attribuire le responsabilità a un solo individuo. Il Mister Paolo Vanoli non può essere l’unico colpevole di quella che finora è stata una stagione disastrosa. D’altro canto però, l’allenatore della Fiorentina non può essere sicuro di mantenere il suo ruolo in panchina anche per la prossima stagione.
Non si tratta solo di perdere, ma del modo in cui la Fiorentina sta uscendo dal campo: svuotata, priva di reazione, quasi rassegnata a un destino che non le appartiene. Il Mister è chiamato a un compito che va oltre l’aspetto tattico: deve trasformarsi in uno psicologo, in un motivatore capace di riaccendere un fuoco che le recenti batoste, specialmente la gara in campionato persa contro l’Udinese, hanno quasi del tutto spento. La Serie A insegna che quando le grandi piazze finiscono invischiate nella lotta per non retrocedere, il rischio di implosione è altissimo. Le squadre abituate a lottare per la sopravvivenza hanno un “DNA da battaglia” che la Fiorentina deve imparare a fare suo in tempi record.
La partita contro il Parma potrebbe non offrire un calcio spettacolare, ma sarà una guerra di nervi dove i tre punti valgono letteralmente il doppio. Per la classifica e per evitare che il morale sprofondi definitivamente sotto il livello di guardia.
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