In vista della partita delle ore 15 contro il Parma di Cuesta, la Fiorentina di Vanoli dovrà schierare i suoi migliori undici giocatori. Non si parla solo dal punto di vista qualitativo e della grinta necessaria, che sarà alla base da qui fino alla fine della stagione, ma anche e soprattutto tendendo conto degli infortuni. Uno su tutti Moise Kean. L’attaccante italiano è ancora in dubbio.
Sono ancora diversi i dubbi da scogliere in casa Fiorentina. Dall’attaccante italiano si passa per il rientro di Dodô sulla fascia di destra. Vanoli dovrebbe adottare delle scelte diverse rispetto alla disastrosa sconfitta contro l’Udinese.

Fiorentina-Rugani: i dubbi di formazione di Vanoli
Moise Kean non ci sarà, almeno dal primo minuto. L’infortunio rimediato dall’attaccante italiano nella sfida contro l’Udinese non è da sottovalutare. Lo staff della Fiorentina valuterà in questi minuti una sua eventuale presenza in panchina. La sua disponibilità, come abbiamo già visto per esempio nel match contro la Cremonese, potrebbe però essere fondamentale. In quell’occasione, il bomber italiano è entrato negli ultimi minuti della gara, firmando il gol decisivo della vittoria. Il peso dell’attacco sarà quindi tutto sulle spalle di Roberto Piccoli, con Albert Gudmundsson e Harrison sugli esterni nel classico modulo 4-1-4-1.
Sul versante difensivo, la Fiorentina non vuole ripetere la disfatta vista a Udine. La difesa a 3 non ha convinto nessuno. Troppi i gol presi, troppe le occasioni concesse e soprattutto un giro di palla sterile sono il riassunto di quella che è stata una scelta errata. Rugani per ora non ha convinto, anche a causa di una condizione fisica non impeccabile. Probabile quindi la presenza di Pongracic, entrato da lunedì in diffida, insieme a Luca Ranieri. In regia di centrocampo ci sarà il solito Fagioli, con Mandragora titolare. Ndour e Brescianini si giocano una maglia da titolare in un duello tra fisicità e inserimenti offensivi.

Dopo che sembrava essersi preso la Fiorentina sulle spalle a febbraio, ora per Paolo Vanoli sembra essere nuovamente tutto in bilico. La squadra aveva iniziato a ingranare, tirando fuori quel carattere necessario per sporcarsi le mani, ma il crollo recente è stato verticale. La sconfitta interna per 4-2 contro lo Jagiellonia e il secco 3-0 subito a Udine hanno riaperto ferite che sembravano rimarginate. Senza Kean dal primo minuto, con una difesa da registrare e una classifica che scotta, la Fiorentina non ha alternative: servono i tre punti. La paura deve essere trasformata in energia positiva.