Un ex bomber viola sugli attaccanti della Fiorentina (via onefootball.com) fiorentinauno.com
Le interessanti parole di un ex centravanti della Fiorentina (ma non solo) sull’intero reparto offensivo della squadra di Vanoli portano spunti interessanti per i tifosi viola, sempre più alle prese con un attacco povero di reti durante tutta la stagione.
Un grosso problema della Fiorentina di Pioli, prima, e Vanoli, dopo, è sicuramente rappresentato dal reparto offensivo. Grandi proclami e ambiente carico ad inizio stagione per il parco attaccanti a disposizione: Kean, Gudmundsson, Piccoli e Dzeko. Confermati i due titolari della scorsa stagione, tramite resistenza alle offerte estere (per Moise) e riscatto del prestito (per Albert) dal Genoa. Nuovi e pesanti invece le scelte estive: un usato sicuro e di buon affidamento come Edin Dzeko (reduce da buoni numeri in Turchia nelle ultime due stagioni) e un investimento altissimo per Roberto Piccoli dal Cagliari. Tante aspettative, inquietanti rese.
Un giocatore a cui i gol sono sempre piaciuti e che ha sempre lottato per le maglie che ha indossato. Oltre 100 reti nel nostro campionato e per ben tre volte capocannoniere della Serie A degli anni ’80, è stato intervistato a Lady Radio Roberto Pruzzo per parlare del morbido attacco della Fiorentina.
A partire da Moise Kean (al centro di voci di mercato) e Roberto Piccoli, Pruzzo ha detto la sua: “Moise piace molto all’allenatore Allegri. Penso sia quasi arrivato il momento di cederlo. Non so se sia stata un caso la stagione alla Fiorentina, ma non mi stupirei prenda in considerazione la possibilità di misurarsi di nuovo ad alti livelli, senza nulla togliere alla piazza di Firenze. L’investimento di Piccoli però è stato totalmente sbagliato, un calciatore sopravvalutato che non ha dato praticamente niente. L’impressione è che non abbia la forza per reggere Firenze, il blasone della Fiorentina, serve un’alternativa in attacco, c’è da attrezzarsi”.
Infine, sulla possibilità di vedere un attaccante della Primavera e sull’andamento della coppa europea, l’ex bomber aggiunge: “Ci sta di far giocare un giovane come Braschi, ma in questo momento difficile e complicato non lascerei niente per strada. Non abbandonerei la pista Conference, tentando di mantenere il piede in due scarpe, la stagione potrebbe anche essere in qualche maniera ribaltata. Sono dell’idea che la Conference possa essere una via di fuga, se la Fiorentina vince oggi e a Cremona può svoltare. La partita col Rakow può essere fastidiosa se presa nel modo sbagliato, ma anche un punto di partenza per cambiare la stagione”.
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