Il dispiacere di un'ex Fiorentina per non aver chiuso la carriera a Firenze (via onefootball.com) fiorentinauno.com
Nel mondo del calcio, si sa, tanti racconti interni rimangono privati fino alla fine delle carriere. Alcuni addirittura non vengono mai rivelati, mentre in altri casi ci si affida al mondo social. Notizie che diventano dibattito, come quella di un’ex Fiorentina che avrebbe voluto finire la carriera in maglia gigliata.
Dalla Firenze del pallone sono passati nomi esteri illustri in quasi ogni decennio, da ogni parte del globo. Da Batistuta ad Edmundo, passando per Rui Costa, Passarella, Dunga e al più recente Adrian Mutu, la storia della Fiorentina ha forti emozioni estere. Con l’avvicinarsi degli anni 2010 invece, l’idea di mercato viola si è spostata vertiginosamente verso est, con un occhio di riguardo ai paesi balcanici. Tanti gli arrivi e le nuove stelle in grado di far sognare i tifosi viola, ma anche delusioni e meteore accompagnate da un sol comun denominatore: Pantaleo Corvino.
All’epoca dei fatti, la Fiorentina dei Della Valle era una società in costante lotta europea e con diversi ottimi giocatori nelle proprie fila. Come dicevamo, numerosi talenti dell’est sono sbarcati a Firenze in quel periodo: Jovetic, Ljajic, Nastasic e Savic, per fare alcuni esempi. Affar noto che, ad aver un fiuto per talenti cristallini fosse Pantaleo Corvino, direttore sportivo di quella Fiorentina.
Il portiere titolare di quegli anni era Sebastian Frey, un vero gatto amato da tutta Firenze. Proprio il francese, in un intervento a Fantalab su YouTube, si è espresso così sul suo rapporto con il DS: “Se fossi nato in un paese balcanico sarei rimasto a vita alla Fiorentina. Mi ha impedito di consacrarmi a Firenze, volevo continuare pressoché fino alla fine in viola e penso di aver dato fastidio col mio carisma e per ciò che rappresentavo. È iniziata una guerra che non ho potuto vincere, ho fatto un passo indietro per non essere un problema alla Fiorentina, non avrei mai voluto esserlo.”
Portiere ambito anche sul mercato, ricorda le tentazioni delle proposte estere: “Sono molto deluso e arrabbiato con lui, avevo ricevuto proposte da Milan e Bayern Monaco in precedenza ed era felice che avessi rinnovato…poi me lo ha fatto pesare.”
Un rapporto rimasto comunque indelebile quello tra il fenomeno francese e Firenze, con la quale il portiere ha condiviso anni importanti. Tra i compagni più ricordati, ecco Prandelli e Toni: “Prandelli mi ha allenato veramente tanto: Verona, Parma, Fiorentina. Penso che in quegli anni, tatticamente fosse il più preparato di tutti. Toni a Firenze ha avuto il suo exploit, la prima stagione vinse la Scarpa d’Oro e il Mondiale”.
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