Il restyling dello Stadio Artemio Franchi continua a far discutere. Tra cantieri, lavori complessi e polemiche, l’impianto simbolo di Firenze è diventato negli ultimi mesi oggetto di ironie e soprannomi coniati dal popolo viola.
C’è chi lo chiama “Artemio Frankestein” e chi invece ha ribattezzato lo stadio “Rabbercio Stadium”, a sottolineare le difficoltà e i ritardi del cantiere. Una goliardia tipica della tifoseria della Fiorentina, famosa per l’ironia tagliente. Ma per chi porta quel cognome quei nomignoli pesano.

Francesco Franchi: “Sentire certi soprannomi mi fa male”
Francesco Franchi, figlio del grande dirigente viola Artemio Franchi, ha raccontato il suo punto di vista in un’intervista a La Nazione, senza nascondere amarezza.
Sentire queste storpiature? Mi fa male – ammette Franchi a La Nazione -. Sono una goliardia che non diverte.
Parole che raccontano il legame profondo tra la famiglia Franchi e uno stadio che da decenni rappresenta uno dei simboli sportivi della città. Il restyling dell’impianto, avviato per modernizzare la struttura e renderla più funzionale, ha inevitabilmente cambiato il volto dello stadio. Tribuna smontata, cantieri aperti e spazi ridotti hanno trasformato temporaneamente uno degli impianti più iconici del calcio italiano. Una situazione che Francesco Franchi vive con grande difficoltà.
Per me è un dramma. Non solo lo stadio, ma anche tutto il resto. I cento anni della Fiorentina in questa situazione, la squadra che arranca in zona retrocessione. E ovviamente lo stadio perché giocare in un impianto del genere non è il massimo. Mi auguro sinceramente che i tempi possano migliorare.
L’immagine del Franchi “sventrato” dai lavori è qualcosa che colpisce anche dal punto di vista emotivo chi ha visto nascere e crescere quel legame tra lo stadio e la città. Nonostante il forte legame con lo stadio che porta il nome del padre, Francesco Franchi oggi segue spesso la Fiorentina da casa.
Di solito guardo le partite in televisione, qualche volta vado anche allo stadio. Vederlo in quelle condizioni è imbarazzante e di certo non fa piacere. Un giornalista sa cosa mi ha chiesto tempo fa?. E alla domanda su cosa gli fosse stato chiesto, Franchi racconta un episodio curioso.
“Ti offendi se propongo di chiamare lo stadio ‘Comunale’ invece che ‘Franchi’ finché non sono finiti i lavori?”.

La risposta è arrivata con ironia.
Che cosa?.
“Ti offendi se propongo di chiamare lo stadio ‘Comunale’ invece che ‘Franchi’ finché non sono finiti i lavori?”».
Che no, non mi offendo. Anzi forse forse (ride, ndr)….
Negli ultimi anni, nel calcio moderno, è sempre più frequente l’ingresso degli sponsor anche nel nome degli stadi. Un’ipotesi che potrebbe riguardare in futuro anche il Franchi. Francesco Franchi non chiude completamente a questa possibilità, purché venga preservata la memoria del padre.
Non sarebbe la prima volta. Mi era già successo con lo stadio di Siena che per un periodo fu chiamato Montepaschi Arena, tra l’altro a quei tempi l’assessore allo sport era un amico fraterno… Capii che le società hanno determinate necessità economiche e che il nome dello sponsor può essere affiancato al nome originario.
L’importante è che non venga cancellato il nome di Artemio Franchi che a detta di tutti è stato il più grande dirigente sportivo italiano.
Infine uno sguardo al futuro del calcio e della Fiorentina. Secondo Francesco Franchi, suo padre avrebbe probabilmente sostenuto con convinzione la costruzione di uno stadio moderno di proprietà del club.
Secondo me sì, senza dubbio.
Un pensiero che oggi suona quasi come un messaggio al calcio contemporaneo: modernizzare le strutture è fondamentale, ma senza dimenticare la storia e le persone che hanno contribuito a costruirla