Il racconto di una stagione disastrosa della Fiorentina: (Via Onefootball)-Fiorentinauno.com
La sconfitta di giovedì contro il Crystal Palace ha lasciato l’amaro in bocca a tutti i tifosi della viola. Non solo per il risultato: la Conference League rappresentava una possibile ancora di salvezza per una stagione fin qui deludente. Invece si è trasformata nell’ennesima occasione mancata. La squadra inglese si è dimostrata superiore sotto ogni punto di vista, sia dal punto di vista qualitativo che fisico, mettendo in evidenza tutti i limiti della Fiorentina. Certo, nel calcio mai dire mai, ma sarà molto difficile ribaltare il 3 a 0 dell’andata.
A rendere il quadro ancora più preoccupante è il rendimento in campionato. I numeri parlano chiaro: 32 punti in 31 giornate di Serie A, una media praticamente da un punto a partita. Un bottino troppo magro rispetto alle aspettative iniziali e agli obiettivi dichiarati, che inevitabilmente ha alimentato critiche, malumori e una crescente delusione tra tifosi e addetti ai lavori. La sensazione è che la squadra non sia mai riuscita a trovare continuità né identità nel corso della stagione.
In questo contesto si inserisce l’editoriale pubblicato da la Repubblica (edizione Firenze), firmato da Stefano Cappellini, dal titolo eloquente:
“Squadra scarsa. Ora Commisso sveli i suoi piani”.
Un giudizio duro, che fotografa senza troppi giri di parole la situazione attuale. Secondo il quotidiano, la formazione scesa in campo contro il Crystal Palace non era all’altezza della competizione: una squadra rimaneggiata e con limiti evidenti, incapace di reggere il confronto anche contro un buon avversario ma tutt’altro che imbattibile.
Da qui nasce la necessità, sottolineata nell’analisi, di una rifondazione profonda. Non si tratta solo di intervenire sul mercato, ma di chiarire la direzione del progetto sportivo. Il finale di stagione servirà prima di tutto a evitare ulteriori passi falsi e a mettere in sicurezza la classifica, magari già a partire dalla sfida contro la Lazio. Un obiettivo tutt’altro che scontato, ma reso più accessibile dal rendimento altalenante delle dirette concorrenti, con la Cremonese e il Lecce che non sembrano in grado di accelerare con decisione.
Resta però il tema centrale: il futuro. Molto dipenderà dalle scelte della dirigenza e della proprietà. Il nome di Paratici torna al centro delle dinamiche, ma è soprattutto la famiglia Commisso a essere chiamata a dare risposte concrete. La volontà di non vendere il club appare chiara, ma resta da capire quale sia il progetto a medio-lungo termine. Dopo una stagione così complicata, l’ambiente viola chiede chiarezza, ambizione e un segnale forte per ripartire.
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