La Juventus si trova davanti a un caso di mercato tanto delicato quanto costoso: è scattato automaticamente l’obbligo di riscatto per Lois Openda. Con la certezza matematica di chiudere il campionato tra le prime dieci dopo la 32ª giornata, i bianconeri dovranno versare al Lipsia circa 40,5 milioni di euro, cifra che si aggiunge ai 4 milioni già pagati per il prestito.
Un investimento importante, che però stride con il rendimento del giocatore e con il suo attuale ruolo all’interno della squadra. Openda, infatti, è finito ai margini del progetto tecnico e appare già destinato a una possibile cessione.
mister spalletti dice no (via onefootball) fiorentinauno.com
Numeri deludenti e futuro incerto: la Juventus cerca una soluzione
Arrivato negli ultimi giorni di mercato dopo il lungo inseguimento a Randal Kolo Muani, Openda era stato scelto come rinforzo per l’attacco, con l’obiettivo di affiancare Jonathan David e iniziare una transizione in vista di un futuro senza Dusan Vlahovic. Le aspettative erano alte, ma con il passare dei mesi la realtà si è rivelata ben diversa. I numeri parlano chiaro: appena due gol in 31 presenze complessive, uno in campionato e uno in Europa. Un rendimento ben al di sotto delle attese, che ha portato a una progressiva perdita di fiducia nei suoi confronti. A peggiorare la situazione, anche le gerarchie interne sono cambiate: l’arrivo di Jeremie Boga a gennaio ha ridisegnato l’attacco, relegando Openda ancora più indietro nelle scelte tecniche.
L’accordo con il Lipsia prevedeva un prestito con diritto di riscatto, diventato obbligatorio al verificarsi di determinate condizioni, tra cui proprio il piazzamento tra le prime dieci in campionato. Condizione che si è concretizzata dopo il raggiungimento dei 60 punti e il distacco ormai incolmabile dall’undicesimo posto. Dal punto di vista economico, l’operazione pesa notevolmente sul bilancio bianconero. I 40,5 milioni per il riscatto saranno dilazionati negli anni, ma rappresentano comunque un investimento rilevante, soprattutto in un momento in cui la qualificazione alla prossima Champions League diventa fondamentale per garantire equilibrio finanziario.
obbligo di riscatto per Lois Openda (via onefoonbtall) fiorentinauno.com
Il vero problema, però, è gestionale. La Juventus si ritrova con un giocatore costoso, poco utilizzato e con un valore di mercato inferiore rispetto all’investimento fatto. Una combinazione che rende complicata qualsiasi operazione in uscita senza incorrere in una minusvalenza. Per questo motivo, la dirigenza dovrà lavorare con attenzione per trovare una soluzione. Il prestito potrebbe essere una strada percorribile, magari per rilanciare il giocatore e recuperarne valore. In alternativa, si potrebbero valutare offerte dall’estero, anche se al momento non sembrano esserci trattative avanzate.
La sensazione è che il caso Openda possa diventare uno dei dossier più spinosi dell’estate juventina. Tra esigenze di bilancio, scelte tecniche e dinamiche di mercato, la Juventus è chiamata a gestire una situazione complessa, cercando di limitare i danni di un’operazione che, finora, non ha dato i risultati sperati.