Fiorentina, punti di partenza di un percorso che oggi porta a parlare concretamente di salvezza. Un traguardo non ancora raggiunto sul piano matematico, ma sempre più vicino grazie a un deciso cambio di rotta mostrato dalla squadra viola negli ultimi mesi.
Il principale artefice di questa trasformazione è Paolo Vanoli. L’allenatore ha inciso in profondità su una squadra che appariva smarrita, restituendole equilibrio, organizzazione e soprattutto fiducia. Un lavoro evidente che, salvo sorprese, dovrebbe garantirgli la conferma anche nella prossima stagione.

Dalla crisi alla rimonta: le date chiave del cambio di passo viola
A certificare la crescita ci pensano i numeri. Dalla vittoria contro la Cremonese a quella contro la Lazio, entrambe per 1-0, la Fiorentina ha raccolto 26 punti in 15 partite. Un rendimento che ha cambiato completamente la prospettiva: dalla media di 0,52 punti a gara, tipica di una squadra destinata alla retrocessione, si è passati a 1,73, ritmo da zona europea.
Il salto definitivo arriva però dopo il 7 febbraio. In questa fase, oltre al lavoro dell’allenatore, si inserisce anche il contributo della dirigenza, con Fabio Paratici a supporto dell’area sportiva. Da quel momento, i viola mettono insieme 18 punti in 9 partite, viaggiando con una media da alta classifica. Nel confronto con le altre squadre, solo Inter e Napoli hanno fatto meglio nello stesso periodo. La continuità nei risultati è stata determinante: cinque vittorie nelle ultime nove gare, con tre successi concentrati nelle cinque più recenti. Un segnale forte arrivato dopo la pesante sconfitta di Udine, che aveva riportato la Fiorentina in piena zona retrocessione, appaiata a Cremonese e Lecce a quota 24 punti.

Da quella situazione critica è nata la reazione. La squadra ha trovato compattezza e risultati, costruendo una rimonta che oggi assume i contorni di una vera impresa. La classifica resta da mettere in sicurezza, ma la direzione è ormai chiara. La Fiorentina guarda avanti con maggiore fiducia. La possibile salvezza rappresenterebbe non solo un traguardo stagionale, ma anche la base su cui costruire il futuro, a partire dalla continuità tecnica garantita da Vanoli.