Il CIES ha svelato i 100 migliori under 23, e spunta anche un giocatore della Fiorentina. Non è ancora un nome da copertina, almeno per il grande pubblico. Ma nei database degli osservatori, quelli che contano davvero, sta iniziando a comparire sempre più spesso. E quando succede, raramente è per caso.
L’ultimo segnale arriva direttamente dal CIES Football Observatory, che ha stilato una classifica globale: i migliori 100 giocatori Under 23 provenienti da ben 67 campionati diversi. Un’analisi ampia, costruita su dati avanzati, prestazioni individuali e livello delle competizioni affrontate. Non una semplice graduatoria, ma una fotografia abbastanza precisa del talento emergente a livello mondiale. In mezzo a questo panorama internazionale, dominato da nomi già noti e da campionati più esposti mediaticamente, gli italiani sono pochi. Davvero pochi. E proprio per questo, chi riesce a entrarci assume un peso ancora maggiore.

I migliori under 23 del mondo: c’è anche Pietro
Tra i migliori del nostro movimento spiccano profili già consolidati, come Giorgio Scalvini o Francesco Pio Esposito, ma la vera notizia arriva qualche posizione più indietro. Perché lì, in una classifica che mette insieme numeri, rendimento e continuità, compare anche un volto meno mediatico ma più concreto. Non è tra i primissimi, ma è dentro. E questo basta per accendere i riflettori.
Parliamo di un giocatore che ha costruito il proprio spazio senza scorciatoie e nemmeno etichette pesanti. Solo crescita costante, minuti guadagnati e prestazioni che, settimana dopo settimana, hanno iniziato a pesare. Un percorso che oggi trova un riscontro importante proprio nei numeri del CIES, basati su otto diverse aree di gioco e sull’impatto reale nelle partite. Parliamo di Pietro Comuzzo: il classe 2005, difensore centrale della Fiorentina, è uno dei pochissimi italiani presenti in questa top 100 globale. Un dato che racconta tanto, non solo su di lui ma anche sul momento del calcio italiano a livello giovanile. Pietro è il quarto italiano in una classifica che ne vede però molti pochi, compreso in Serie A dove si trova al dodicesimo posto.
Nel suo caso, però, i numeri confermano ciò che il campo già suggeriva. Fisicità, letture difensive, capacità di reggere il confronto anche a livelli alti nonostante l’età. Non è un caso che, nelle statistiche europee, si distingua anche per duelli vinti e presenza difensiva, elementi chiave per un centrale moderno. Una stagione non entusiasmante anche per lui, ma un patrimonio che la società deve tutelare.

A quasi 21 anni entrare in una classifica del genere non è un punto di arrivo. È, semmai, l’inizio di qualcosa di molto più grande.