Bufera Kean: nuova gatta da pelare in casa Fiorentina

Se c’è una notizia che nelle ultime ore ha fatto molto discutere nel calcio italiano, questa non riguarda soltanto ciò che accade in campo. Un episodio recente, infatti, ha attirato l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori, generando un acceso dibattito soprattutto sui social. Tutto è nato da un confronto che riguarda Moise Kean, sviluppatosi inizialmente online e che, con il passare delle ore, ha assunto contorni sempre più rilevanti.

La situazione ha rapidamente fatto il giro del web, dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene una versione e chi invece si schiera dalla parte opposta.

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La lite tra Moise Kean e il Pengwin e le dichiarazioni di Criscitiello: (Via Onefootball)-Fiorentinauno.com

Kean-Criscitiello: le scuse non bastano

Negli ultimi giorni è scoppiata la polemica tra Moise Kean e il Pengwin, famoso tipster italo-polacco. I due hanno avuto un duro confronto inizialmente sui social media, che è poi proseguito dal vivo, degenerando in una nuova e accesa discussione. Non è mancata la risposta di Michele Criscitiello all’accaduto.

Sono poi arrivate, a mente più lucida, le scuse dell’attaccante viola, che ha voluto chiarire la propria posizione dopo l’accaduto

Noi siamo persone normali, sbagliamo anche noi. Dobbiamo accettare le critiche. Mi volevo scusare, so che non è stata una bella scena. Ma non ritiro quello che ho detto. Per me finisce qui.

Dopo l’espisodio, il direttore di SportItalia, Michele Criscitiello, ha parlato a SportItaliaMercato della discussione avvenuta tra il famoso tipster italo-polacco, Pengwin, e l’attaccante della Fiorentina,Moise Kean:

Ci sono tre cose gravi. La prima è che la Fiorentina non prende le distanze da questo atteggiamento vergognoso e molto grave. La seconda è che la Federazione italiana non interviene, ma siamo in mano a nessuno. Nessuno interviene a proposito di questo atteggiamento vergognoso, indegno e schifoso dell’attaccante della Nazionale che, anche per colpa sua, perché non sa fare bene il proprio mestiere, noi non andremo al Mondiale, con la perdita dell’1% del PIL. Ma soprattutto i nostri figli, padri e genitori faranno una brutta figura non andando al Mondiale, perché Kean non è in grado di segnare davanti al portiere. Questa è la rappresentazione di un giocatore scarso, maleducato e presuntuoso.

Poi c’è un altro aspetto: se uno insulta Kean si va sul politicamente corretto, perché giustamente siamo tutti uguali. Se poi Kean però, che è nato in Italia da genitori ivoriani, dice al al ragazzo: “Tu sei polacco”.

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Le parole di Criscitiello sull’episodio con Kean: (Via Onefootball)-Fiorentinauno.com

Questo è razzismo verso un ragazzo che non è polacco, ma italiano, perché nato a Latina da genitori polacchi. Dunque come Kean ha il diritto di indossare la maglia della Nazionale, il Pengwin ha il diritto di tifare l’Italia con il tricolore sulle spalle. Infine, se proprio vogliamo dirla tutta, l’unico non italiano è il suo compagno di reparto, che veste la maglia azzurra e non sa dire: “Ciao, buongiorno e arrivederci”, perché nato in Argentina. E come lui merita di vestire la maglia della Nazionale, anche il Pengwin ha il diritto di tifarla.