ll mercato di gennaio doveva dare nuove soluzioni offensive alla Fiorentina, ma a poche settimane dalla fine della stagione restano più interrogativi che certezze. Il futuro di Harrison e Solomon è infatti ancora tutto da scrivere, con il club chiamato a decidere se procedere con i riscatti o virare su altre opzioni. Ecco il punto de La Nazione.

Riscatti da valutare tra costi e rendimento: il club riflette sulle scelte
La valutazione sarà inevitabilmente doppia: economica e tecnica. Da un lato i costi delle operazioni, dall’altro il contributo offerto in campo. Finora, però, il rendimento dei due esterni è stato altalenante, senza quella continuità necessaria per diventare punti fermi del progetto.
Eppure il loro ruolo resta centrale. In sistemi di gioco come il 4-3-3 o il 4-2-3-1, gli esterni offensivi rappresentano una risorsa fondamentale per garantire ampiezza, imprevedibilità e profondità. Proprio per questo motivo, la Fiorentina sa di non poter sbagliare scelta.
Solomon, in particolare, ha pagato anche una condizione fisica non sempre ottimale, con alcuni problemi che ne hanno limitato l’impiego e il rendimento. Harrison, invece, ha mostrato sprazzi interessanti senza però riuscire a imporsi con continuità.
Il tempo per convincere è quasi finito. Nelle ultime partite di campionato i due avranno l’occasione di cambiare le gerarchie e guadagnarsi la conferma. In caso contrario, la società è pronta a guardarsi intorno, valutando alternative sul mercato.
La sensazione è che il futuro degli esterni viola passerà da scelte mirate e ponderate. Perché, in un calcio sempre più dinamico, l’equilibrio tra investimento e rendimento può fare tutta la differenza.