L’immagine simbolo della stagione di Pietro Comuzzo è arrivata nell’ultima gara contro l’Atalanta BC. Un autogol goffo, nato da un’incertezza tecnica e mentale, che secondo La Nazione rappresenta perfettamente il momento difficile vissuto dal giovane difensore viola.
Dopo l’esplosione avvenuta sotto la gestione di Raffaele Palladino, il classe 2005 era atteso dalla stagione della conferma. Un passaggio delicato che però, almeno finora, non è andato nella direzione sperata. Numeri e prestazioni raccontano infatti di un’annata complicata, con quasi 400 minuti giocati in meno rispetto alla stagione precedente e una sensazione costante di fragilità all’interno del reparto difensivo della Fiorentina.

Dall’offerta da 35 milioni all’autogol con l’Atalanta: incontro imminente tra la Fiorentina e l’agente del difensore
In più occasioni Comuzzo è sembrato in difficoltà, quasi spaesato dentro un percorso di crescita che tutti immaginavano più lineare. Emblematico, in questo senso, anche il gesto di Paolo Vanoli durante la sfida contro la Juventus, quando il tecnico aveva cercato di scuoterlo con decisione dopo l’ennesima distrazione difensiva.
Eppure, soltanto pochi mesi fa, il futuro del difensore sembrava completamente diverso. A gennaio il Napoli si era spinto fino a un’offerta da circa 30 milioni di euro, mentre l’Al Hilal di Simone Inzaghi avrebbe addirittura messo sul tavolo 35 milioni. Valutazioni da vero golden boy che oggi appaiono molto più lontane.
La Fiorentina, però, continua a credere nel giocatore. Anche per questo motivo, nelle prossime settimane è previsto un incontro tra la dirigenza viola e l’agente del difensore per ribadire la volontà del club di puntare ancora su di lui. Una fiducia confermata anche dal rinnovo di contratto fino al 2030 firmato appena un anno fa.
Molto dipenderà ora dal prossimo allenatore — oppure da una possibile conferma di Vanoli — e dalla capacità di ricostruire fiducia e serenità attorno al giovane centrale. La Fiorentina sa di avere tra le mani un talento importante, ma dopo una stagione così complicata servirà un lavoro mentale e tecnico profondo per ritrovare il vero Comuzzo.