Fabio Grosso alla Fiorentina non è una scelta casuale. Dietro la decisione di Fabio Paratici c’è un’idea precisa di calcio: dinamico, verticale e moderno. Per capire cosa potrebbe diventare la nuova Viola basta tornare al Sassuolo visto nell’ultima stagione, soprattutto nella sfida d’andata contro la Fiorentina. Una partita che aveva mostrato tutti i principi dell’ex tecnico neroverde.
La filosofia di Grosso si basa su movimenti continui, occupazione intelligente degli spazi e grande velocità nel ribaltare l’azione. I centrocampisti attaccano l’area con continuità, mentre i terzini non restano larghi ma tendono ad accentrarsi per creare superiorità numerica in mezzo al campo. Un sistema fluido, dove le posizioni cambiano spesso e i giocatori sono chiamati a interpretare più ruoli durante la stessa azione.

Catene laterali, inserimenti e ripartenze: così giocherà la Fiorentina di Grosso
Nel Sassuolo 2025/26 questa idea si è vista chiaramente. La squadra non cercava un pressing feroce e costante, anzi. Gli emiliani preferivano aspettare gli avversari in un blocco più basso, per poi colpire negli spazi appena recuperata palla. Una strategia che ha valorizzato velocità e qualità offensive.
Anche i numeri raccontano questa identità. Il Sassuolo è stato tra i club con il PPDA più alto del campionato, dato che certifica una pressione meno intensa rispetto alla maggior parte delle squadre di Serie A. Solo il Milan di Allegri ha fatto peggio sotto questo aspetto. Grosso ha scelto consapevolmente di non andare a disturbare subito la costruzione avversaria, preferendo proteggere gli spazi e ripartire con rapidità.
E proprio la transizione offensiva è stata uno dei punti forti della sua squadra. Il dato del “Pace to Goal” colloca il Sassuolo tra le formazioni più rapide nel trasformare un recupero difensivo in occasione offensiva. Non solo: gli emiliani hanno chiuso il campionato con una delle migliori percentuali di conversione tra tiri effettuati e gol segnati, alle spalle soltanto di Inter, Como, Roma e Napoli.
Tradotto: meno conclusioni, ma spesso più pulite e pericolose. Un calcio pratico, diretto e verticale, che adesso Paratici vorrebbe vedere anche a Firenze. Resta da capire se Grosso manterrà questo approccio attendista oppure se, in una piazza che pretende maggiore controllo del gioco, proverà ad aggiungere una fase di dominio territoriale più marcata.