Il Presidente della Fiorentina Giuseppe B. Commisso al termine della stagione 25/26 dopo la salvezza conquistata con Mister Vanoli, ha parlato ai canali ufficiali della Fiorentina, lasciando un lungo messaggio ai tifosi e non solo.
Le parole del Presidente della Fiorentina Commisso: (Via Onefootball)-Fiorenitnauno.com
Fiorentina: le parole di Commisso
Il Presidente viola ha affrontato tanti temi: dalle difficoltà incontrate nel corso della stagione ai tanti ringraziamenti per chi ha contribuito all’obiettivo salvezza, fino a ribadire una volontà comune e condivisa: rendere grande la Fiorentina. Ecco le sue parole per tutto il mondo della Fiorentina:
Alla stampa, ai nostri tifosi e all’intera Famiglia Viola,
Ci sono stagioni che si misurano con la classifica, e ci sono stagioni che si misurano con il cuore. Questa stagione ha messo alla prova la nostra pazienza, il nostro orgoglio e la nostra unità. Sappiamo molto bene che la Fiorentina deve avere standard più alti, prestazioni più forti e ambizioni degne della storia di questo club. Ma anche in una stagione di sofferenza, c’è una verità che deve essere detta chiaramente: questo club non si è abbandonato. Ha continuato a lavorare. Ha continuato a credere. E nel momento più difficile, ha trovato la forza di rialzarsi.
Per me e per la mia famiglia, questa stagione è stata anche dolorosa in modo molto più profondo, perché è arrivata durante la scomparsa di mio padre, Rocco B. Commisso. Chiunque abbia conosciuto mio padre sapeva quanto la Fiorentina significasse per lui e quanto fortemente credesse in questo club, in questa città e nella sua gente. Nei giorni più difficili, ho pensato spesso alla forza che ha dimostrato per tutta la vita, ai sacrifici che ha fatto e ai valori che ci ha insegnato: non arrendersi mai, restare uniti e continuare a costruire anche quando la strada è difficile. Il suo spirito resta con noi alla Fiorentina, al Rocco B. Commisso Viola Park e nella responsabilità che abbiamo di continuare a portare avanti questo club con coraggio, dignità e amore.
Prima di tutto, voglio parlare direttamente ai nostri tifosi. Quest’anno vi è stato chiesto di soffrire troppo, eppure non avete mai smesso di amare questi colori. Nelle notti fredde allo Stadio Artemio Franchi, nei lunghi silenzi dopo risultati dolorosi, nei cori che continuavano ad alzarsi dagli spalti, avete ricordato a tutti che cosa sia davvero la Fiorentina. La Fiorentina non è soltanto una squadra. La Fiorentina è appartenenza. La Fiorentina è famiglia. La Fiorentina è Firenze stessa: orgogliosa, passionale, esigente e piena di anima. Per questo, meritate non solo ringraziamenti, ma rispetto. Perché l’amore dei nostri tifosi non è una decorazione attorno a questo club. È l’anima di questo club. E tutto ciò che facciamo deve onorare quell’amore.
Nel momento più difficile della stagione, ho creduto che la Fiorentina avesse bisogno di un cambiamento importante e necessario nella sua organizzazione sportiva: non un piccolo aggiustamento, ma un vero passo avanti per darci la migliore possibilità di uscire dalla minaccia della retrocessione e iniziare a ricostruire con maggiore forza. Durante quelle settimane difficili, mentre la salute di mio padre peggiorava e la pressione sul club era al massimo, sono stato il primo a chiedere che alla Fiorentina arrivasse un direttore sportivo di altissimo livello. È stata una decisione presa in un momento di grande dolore personale e di grande difficoltà sportiva, ma è stata la decisione giusta per il club. Sono contento che abbiamo avuto il coraggio di fare quel cambiamento quando la Fiorentina ne aveva più bisogno.
È per questo che voglio rivolgere un ringraziamento molto speciale a Fabio Paratici. In uno dei momenti più bui della stagione, la sua esperienza, la sua calma e il suo lavoro hanno avuto un impatto importante su questo club. Ha contribuito a guidare la Fiorentina fuori da una situazione che non era degna della nostra storia e non era accettabile per le nostre ambizioni. Per questo, gli sono profondamente grato. Voglio anche riconoscere Alessandro Ferrari, il nostro Direttore Generale, che ha lavorato con serietà, equilibrio e dedizione durante un periodo estremamente difficile per il club. I miei ringraziamenti vanno anche a Paolo Vanoli, ai nostri giocatori e a ogni membro dello staff che ha continuato a lottare ogni giorno, quando la pressione era alta e non c’era più margine di errore.
Voglio anche dedicare un pensiero speciale a Fabiano Parisi. Tutti noi alla Fiorentina siamo con lui, e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo con la stessa energia, lo stesso coraggio e lo stesso entusiasmo che ha sempre dimostrato con questa maglia.
Il lungo discorso del Presidente della Fiorentina Commisso: (Via Onefootball)-Fiorentinauno.com
Ciò che questo gruppo ha raggiunto non deve essere dimenticato. Quando Paolo Vanoli è arrivato a Firenze il 7 novembre 2025, la Fiorentina era ultima nella classifica della Serie A, con soli quattro punti dopo dieci partite e ancora senza una sola vittoria. Nessuna squadra nella storia della Serie A era mai riuscita a evitare la retrocessione partendo da quelle circostanze. Eppure questo gruppo ha trovato la forza di cambiare il proprio destino, diventando la prima squadra nella storia della Serie A a ottenere la salvezza dopo non aver vinto nessuna delle prime 15 partite di campionato. Queste non sono soltanto statistiche. Sono il ritratto del carattere. Sono il ritratto dell’unità. Sono il ritratto di un club che ha rifiutato di arrendersi.
Ed è per questo che questa stagione deve essere compresa nel modo giusto. Non è stata la stagione che volevamo. Non è stata la stagione che i nostri tifosi meritano. Ma è diventata una stagione che ha rivelato qualcosa di importante sullo spirito dentro questo club. Quando è cresciuta la paura, questo gruppo è rimasto unito. Quando è cresciuto il dubbio, questo gruppo ha continuato a lavorare. Quando il rumore fuori è diventato più forte, questo gruppo ha cercato la forza dentro lo spogliatoio, dentro il campo di allenamento e dentro lo stemma sul petto.
La fiducia non è tornata tutta in una volta. È tornata poco a poco. È tornata in un punto conquistato quando molti si aspettavano una sconfitta. È tornata in una corsa di recupero, in una parata, in un contrasto, in un giocatore che si sacrificava per il compagno accanto a lui. È tornata quando le persone hanno smesso di guardare solo la classifica e hanno cominciato a guardarsi negli occhi. È così che si cambiano le stagioni difficili. Non solo con i discorsi. Non con le scuse. Ma con onestà, disciplina e unità.
È anche per questo che oggi voglio dire una cosa importante: la salvezza non può essere la destinazione della Fiorentina. Deve essere il punto da cui rialzarci. Dobbiamo prendere il dolore di questa stagione, trarne insegnamento e usarlo per costruire un futuro più forte. Lo dobbiamo ai nostri tifosi. Lo dobbiamo a questa città. E lo dobbiamo a tutti coloro che hanno lavorato per la Fiorentina con amore e sacrificio.
Il segno più chiaro di quel futuro è già davanti a noi. Congratulazioni alla nostra Fiorentina Primavera per aver vinto il Campionato Primavera 1 e per aver riportato questo titolo a casa per la prima volta dal 1983. Congratulazioni anche per la vittoria del Torneo di Viareggio – World Football Tournament Coppa Carnevale 2026. Questi non sono soltanto trofei. Sono segnali. Sono la prova che quando un club investe seriamente nei giovani, li protegge, li educa e crede in loro, il futuro inizia a rispondere. Sono molto orgoglioso dei nostri giovani giocatori, del nostro staff tecnico e di ogni persona all’interno del club che ha contribuito a rendere possibili questi risultati. So che Rocco sarebbe molto orgoglioso, e tutta la Fiorentina dovrebbe fare a questa squadra un applauso davvero speciale.
Questo è il motivo per cui lo sviluppo dei giovani significa così tanto per me. È importante per la Fiorentina, ed è importante per il calcio italiano. La nostra visione, e la visione profondamente condivisa da mio padre, è sempre stata quella di investire nei nostri ragazzi e nei nostri giovani, affinché la Fiorentina possa contribuire a produrre grandi giocatori, persone forti e un futuro più forte per il calcio in questo Paese. Il Rocco B. Commisso Viola Park non è semplicemente un centro di allenamento. È una casa per la crescita. È una scuola di valori. È un simbolo del tipo di club che vogliamo che la Fiorentina sia.
Quando investiamo nei giovani, investiamo in più della formazione di domani. Investiamo nell’identità. Investiamo nella continuità. Investiamo nella possibilità che un giovane giocatore che cresce qui un giorno possa entrare in campo al Franchi comprendendo esattamente ciò che questi colori significano per la gente di Firenze. Questo conta sul piano sportivo, e conta sul piano umano. Per la Fiorentina, questo non è solo un progetto importante tra molti. È una delle scelte più importanti che possiamo fare per la forza e la stabilità a lungo termine del club.
La stessa visione guida il nostro impegno per lo stadio. Abbiamo formalmente confermato la nostra intenzione di continuare a lavorare con il Comune di Firenze per il completamento della modernizzazione dello Stadio Artemio Franchi. Il nostro obiettivo è semplice e sincero: dare ai tifosi della Fiorentina una bella casa degna della loro passione, creare un’esperienza di partita eccezionale degna di questa città e costruire un futuro più forte e più sostenibile per il club. Uno stadio moderno non riguarda solo mattoni e cemento. Riguarda l’orgoglio. Riguarda l’appartenenza. Riguarda il dare ai nostri tifosi una casa che rifletta la bellezza di Firenze e la dignità di questi colori.
Quando un club può generare maggiori ricavi nel modo giusto e responsabile, crea una maggiore capacità di reinvestire nel futuro del club: nella squadra, nel settore giovanile, nell’esperienza dei tifosi e nella competitività a lungo termine della Fiorentina. È così che dobbiamo pensare al Franchi. Vogliamo uno stadio che onori Firenze, rispetti i nostri tifosi e aiuti la Fiorentina a diventare più forte anno dopo anno. Questa deve essere la nostra casa, e deve essere una casa di cui la nostra gente possa essere orgogliosa per molti anni a venire.
Mentre ci avviciniamo al Centenario della Fiorentina, sento questa responsabilità ancora più profondamente. Cento anni di storia non sono soltanto un momento per celebrare ciò che è venuto prima di noi. Sono una responsabilità di costruire ciò che verrà dopo. La storia non è qualcosa da mettere dietro a un vetro. La storia è una fiaccola che una generazione mette nelle mani della successiva. Il nostro compito non è soltanto ammirare la storia della Fiorentina. Il nostro compito è essere degni di continuarla.
Guardando avanti, voglio che la Fiorentina proceda con coraggio, fiducia e ambizione. I grandi club non si costruiscono solo con le parole. Si costruiscono con visione, disciplina, sacrificio e con la responsabilità quotidiana di onorare la maglia. Non penseremo in piccolo. Non permetteremo ai momenti difficili di definire il futuro di questo club. I nostri sogni devono essere degni di Firenze, e il nostro lavoro deve essere degno di quei sogni. Dobbiamo costruire con responsabilità, competere con orgoglio e lottare ogni giorno per rendere orgogliosa la Famiglia Viola. Questo è lo spirito che dobbiamo portare nel futuro.
E quindi lasciatemi chiudere con un messaggio che viene dal cuore. Credete nella Fiorentina. Credete nel lavoro. Credete nei giovani che stanno crescendo con questi colori. Credete nelle fondamenta che stiamo costruendo. Credete che il dolore possa diventare forza, che l’unità possa diventare progresso e che Firenze possa sempre dare bellezza e significato a questi colori.
Questa stagione ci ha dato una lezione che dovrebbe restare con noi: quando siamo rimasti uniti, abbiamo resistito. Quando abbiamo creduto insieme, abbiamo cambiato il nostro destino. E quando lottiamo insieme, la Fiorentina ha un futuro che può onorare la sua storia.