Il nome di Cher Ndour sta emergendo con forza nel panorama della Serie A, e le sue prestazioni con la Fiorentina non sono passate inosservate. Il giovane centrocampista classe 2004, arrivato a Firenze dopo le esperienze con Benfica, PSG e Besiktas, si è ritagliato uno spazio sempre più importante grazie a prestazioni sorprendenti rispetto alle attese di inizio anno.
La crescita di Cher Ndour è una delle note più positive della stagione horror della Fiorentina. Il giovane centrocampista ha saputo conquistarsi progressivamente spazio grazie a prestazioni sempre più convincenti. Dopo un periodo iniziale non brillante ( si era pensato addirittura alla cessione la scorsa estate), Ndour ha iniziato a mostrare con continuità le sue qualità. Inter, Milan e Juventus lo hanno messo nel mirino. Tuttavia, la Fiorentina non vorrebbe privarsi del suo gioiello e aprirebbe alla cessione solo per 30 milioni di euro (una cifra difficile da raggiungere per lui). La sensazione dunque è che il classe 2004 verrà blindato e non lascerà, almeno per ora, Firenze.
Ndour è stato protagonista di una crescita costante durante il campionato. Le prestazioni offerte con la Fiorentina, arricchite da gol, assist e continuità, gli hanno permesso di conquistare la fiducia del commissario tecnico Baldini. La chiamata in azzurro arriva così come riconoscimento per una stagione positiva e come ulteriore tappa del suo percorso di maturazione. Il centrocampista della Fiorentina e della Nazionale ha parlato anche ai microfoni di Raisport sulla Nazionale, sui giovani convocati da Baldini e sulla sua crescita:
Io credo che in Italia i giovani ci sono e l’abbiamo dimostrato anche in questi anni con l’Under 21. Purtroppo non ci siamo qualificati al Mondiale, fa male a tutti: io ero il primo tifoso, ma non dobbiamo abbatterci, dobbiamo ripartire e continuare a lavorare. In questi giorni sentivo che alcune squadre vorrebbero farlo. Credo sia un’ottima cosa: all’estero esiste quasi ovunque e per la crescita dei giovani dobbiamo ripartire anche da questo. Ho sempre ammirato Pogba, è stato il mio idolo fin da piccolo, da quando lo vedevo alla Juventus. Volevo anche farmi i capelli come lui. Penso ci sia un po’ di somiglianza nello stile di gioco, ma io sono io e lui è lui. Ha vinto un Mondiale e fatto grandi cose, io spero di arrivare al livello più alto possibile.
L’esperienza al Paris Saint-Germain mi ha aiutato molto a crescere come calciatore e soprattutto come persona. Luis Enrique è speciale, lavora con passione. Si percepisce che è una persona diversa e ho imparato tanto da lui, anche solo negli allenamenti e nelle riunioni. Si merita quello che sta ottenendo.
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