Terminata la fase di riscaldamento, la Fiorentina è passata al lavoro tattico sotto gli occhi attenti di Fabio Grosso. Il tecnico viola ha iniziato a mettere in pratica i principi del suo 4-3-3 attraverso un’esercitazione ad alta intensità, interrompendo spesso il gioco per spiegare ai giocatori movimenti, posizionamenti e tempi delle giocate.

Fiorentina: le prime idee di Grosso in atto
La rosa è stata divisa in due squadre, una con la maglia bianca e l’altra con le pettorine arancioni. A fare da jolly sono Nicolò Fagioli e Rolando Mandragora, riconoscibili dalle pettorine verdi. I due centrocampisti rappresentavano i riferimenti della manovra e venivano coinvolti costantemente nella costruzione del gioco in un possesso palla a due tocchi, caratterizzato da ritmi molto elevati.

L’indicazione tattica più interessante riguarda proprio Mandragora. Nel sistema provato, il numero 8 non viene schierato da mezzala, ma agisce come alternativa a Fagioli nel ruolo di regista davanti alla difesa. Tra i singoli si sono messi in evidenza Dragusin, autore di numerosi anticipi difensivi, Fabbian, oltre che Moise Kean e Albert Gudmundsson.

Nell’altra metà campo, invece, sei calciatori della Primavera hanno svolto un lavoro specifico con un preparatore, alternando esercizi tecnici con il pallone e continui cambi di posizione. Il lavoro tattico entra così nel vivo, con Fabio Grosso che inizia a trasmettere la propria identità di gioco alla squadra.

Fabio Grosso è molto presente in questa fase dell’allenamento. Il tecnico richiama spesso i suoi giocatori ripetendo concetti come qualità, intensità, andiamo incontro alla palla e rapidità. In un momento ha fermato l’esercitazione per spiegare un concetto chiaro: “Con i piedi si gioca a calcio, con la mente si vince la partita.”

Successivamente la squadra ha svolto un nuovo esercizio sulla costruzione. Palla al difensore, poi al centrocampista, il quale la restituisce al difensore, con quest’ultimo che fa un lancio verso la mezzala che sta dalla parte opposta. Il lancio può andare anche sulla punta, ma lui preferisce che il lancio sia verso la mezzala.