Fiorentina, è rivoluzione come nel 2012 (via onefootball.com) fiorentinauno.com
La Fiorentina sta cambiando pelle. Dopo una stagione al di sotto delle aspettative, la dirigenza viola ha deciso di intervenire con decisione sul mercato per consegnare a Fabio Grosso una squadra più tecnica, moderna e capace di esprimere un calcio di qualità.
Tra acquisti già definiti e trattative che sono diventate un tormentone, il reparto destinato a trasformarsi maggiormente è il centrocampo, dove la società vuole costruire il nuovo corso puntando su talento, palleggio e personalità. Un’idea che, inevitabilmente, riporta alla mente uno dei momenti più entusiasmanti della storia recente della Fiorentina.
A pensarci bene, infatti, l’attuale rivoluzione ricorda molto quella dell’estate 2012, quando la società allora guidata da Daniele Pradè ribaltò completamente la mediana portando a Firenze giocatori del calibro di Borja Valero, David Pizarro e Alberto Aquilani. Quattordici anni fa la Fiorentina ripartì dopo una stagione complicata affidandosi a Vincenzo Montella e a un centrocampo ricco di qualità tecnica, visione di gioco e intelligenza tattica. L’arrivo dello spagnolo soprattutto divenne il simbolo di quella rinascita: insieme ai due giocatori ex Roma diede vita a una delle linee mediane più eleganti e spettacolari della Serie A, riportando entusiasmo e consentendo ai viola di tornare immediatamente ai vertici del campionato.
Oggi il contesto è diverso, ma l’idea di fondo sembra essere la stessa. La Fiorentina vuole nuovamente costruire la squadra partendo dalla qualità in mezzo al campo. Naturalmente nessuno pretende paragoni immediati con il trio Borja Valero-Pizarro-Aquilani, che ha lasciato un segno indelebile nella storia recente del club. Tuttavia il filo conduttore è evidente: dopo un’annata deludente, la Fiorentina vuole ripartire dal gioco e dalla qualità, investendo su un centrocampo capace di diventare il marchio della squadra. Anche perchè, riporta La Nazione, il confronto con la rivoluzione del 2012 assume ancora più valore osservando l’età dei protagonisti. All’epoca Borja Valero sbarcò a Firenze a 27 anni, Alberto Aquilani ne aveva 28 e David Pizarro 32: un reparto formato da calciatori già affermati e nel pieno della loro maturità. Oggi, invece, la Fiorentina guarda soprattutto al futuro. Nicolò Fagioli ha 25 anni, Atta 23, mentre Oulai è addirittura un classe 2006 e ha soltanto 20 anni.
L’idea di costruire una mediana tecnica e di qualità rimane la stessa, ma con un gruppo decisamente più giovane e con ampi margini di crescita. La speranza del club è quella di dare vita a un ciclo duraturo senza rinunciare a un calcio fatto di possesso, palleggio e controllo del gioco: una filosofia che punta a mettere la Fiorentina nelle condizioni di comandare le partite.
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