Moise Kean si è raccontato senza filtri attraverso un simpatico botta e risposta pubblicato sul canale Instagram di ACF Fiorentina. L’attaccante viola ha risposto a una serie di domande secche, alternando aspetti legati alla propria carriera ad altri più personali, offrendo ai tifosi uno spaccato della sua personalità, delle sue passioni e delle motivazioni che lo accompagnano dentro e fuori dal campo.
L’ex Juventus e Paris Saint-Germain ha parlato del proprio modo di vivere il calcio, delle emozioni che prova prima di una partita e delle persone che hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita.

Fiorentina: le parole di Kean
Non sono mancati riferimenti alla sua infanzia, ai modelli che lo hanno ispirato e ai consigli ricevuti nel corso della carriera, oltre a qualche curiosità sul suo futuro e sulle passioni lontane dal rettangolo verde.
Di seguito le parole di Kean.
Un aggettivo in cui mi ritrovo è raro. Tra duro lavoro e prescelto mi ritengo prescelto. Preferisco i gol in acrobazia a quelli da fuori area. Se non fossi un calciatore sarei un rapper. Il gol che non riesco a togliermi dalla testa è quello contro il Genoa, mentre quello che avrei voluto segnare in finale ai Mondiali. Prima del calcio d’inizio penso che devo uscire con la maglia sudata.
A giocare a calcio mi spinge mio figlio. Il gesto scaramantico è il segno della croce. Il consiglio che mi ha salvato è di farlo per me stesso perché nessun altro lo farà per me. Il consiglio che do ad un calciatore emergente è di divertirsi perché è lo sport più bello che c’è.
Nel corso dell’intervista lampo, il centravanti ha anche ripercorso alcuni ricordi della sua infanzia e indicato i punti di riferimento che hanno alimentato la sua passione per il calcio. Tra questi c’è una leggenda della Fiorentina, scelta come modello da seguire, ma anche la famiglia, che continua a occupare un posto centrale nella sua vita.
Tra i viola del passato mi ispiro a Batistuta. Andavo a vedere i miei fratelli più grandi giocare a calcio e volevo copiarli nel parco vicino al campo dove si allenavano. La prima persona che chiamo dopo una partita è mia mamma. E il ricordo più bello dell’infanzia è quando rubai un pallone all’oratorio per giocare. Il film che racconta la mia vita? ‘Fly Away’. La vacanza dei sogni che vorrei fare è in Madagascar.

Parole che confermano il legame di Kean con le proprie origini e con la famiglia, ma anche la voglia di continuare a crescere con la maglia della Fiorentina.