Vanoli ha vinto su tutti (foto OneFootball)
La Fiorentina ha rotto gli indugi in una tarda domenica sera, prendendo la scelta di esonerare l’allenatore Fabio Grosso dopo tre giornate di Serie A. Al suo posto è stato richiamato Paolo Vanoli, già ufficializzato e pronto per la sua nuova avventura a Firenze. Quello dell’ex Torino, però, non era l’unico nome sul taccuino di Paratici.
Nonostante si pensi che Vanoli sia stato scelto dal DG Ferrari, in realtà è stato proprio lo stesso Paratici a sceglierlo. Tuttavia, non è stato l’unico nome sulla lista. L’idea principale, infatti, portava a Thiago Motta. Libero dallo scorso mese di giugno dal vincolo fino al 2027 con la Juventus, era lui il primo nome in lista per Paratici, tant’è vero che sono stati provati degli approcci informali, e conoscitivi con l’entourage del tecnico.
La ‘trattativa’ però si è fermata praticamente sul nascere, per via di alcune richieste di Motta difficili da esaudire: l’italo-brasiliano, oltre a un ingaggio netto complicato da garantirgli per la Fiorentina (3,5 milioni di euro netti per due anni più uno), aveva chiarito di avere anche delle richieste specifiche per interventi sulla rosa a partire già dal mercato di gennaio. Dopo aver speso 150 milioni di euro in estate, però, non era questa l’intenzione del club gigliato. Anche per questo ha preso piede il piano B, che porta al ritorno di Vanoli. Il quale ha firmato un accordo di due anni a 1.2 milioni l’anno, con opzione per il 2029 in caso di qualificazione alle prime due coppe europee. Lo riporta TMW.
Nelle ultime ore erano circolate numerose voci, secondo le quali Thiago Motta non sarebbe stato scelto come allenatore della Fiorentina, come profilo dopo l’esonero di Grosso, a causa di richieste contrattuali ritenute troppo alte dal club viola. A tal proposito Alessandro Canovi, procuratore dell’ex allenatore della Juventus, ha parlato così su X:
Approfitto di questo post per dire che non siamo mai stati contattati ERGO mai ricevuta una proposta salariale né, conseguentemente, mai prodotta una richiesta.
L’altro sogno di Paratici era Antonio Conte. Libero dopo la sua ultima esperienza al Napoli, il salentino, secondo La Nazione, rappresentava molto più di un sostituto ma una dichiarazione chiara d’ambizione. Un’operazione che sarebbe stata complicatissima, soprattutto in termini economici. Le altre piste portavano a Palladino, ancora senza squadra dopo la fine dell’esperienza all’Atalanta oppure Igor Tudor, senza panchina dopo l’esperienza con la Juventus.
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