Vanoli paragona un giocatore viola ad un big mondiale (via onefootball.com) fiorentinauno.com
La Fiorentina ha ritrovato entusiasmo, identità e soprattutto una nuova consapevolezza dopo il ritorno di Paolo Vanoli sulla panchina viola. Dal suo arrivo tante cose sono cambiate, e in conferenza stampa il nuovo allenatore dei viola ha fatto un paragone da sogno.
Il tecnico ha iniziato a lavorare su una squadra (non sua) giovane e ricca di talento, cercando però di trovare il giusto equilibrio tra la qualità dei singoli e le esigenze del gruppo. Tra i giocatori più importanti della straordinaria campagna acquisti estiva da parte di Paratici c’è senza dubbio anche Inao Oulai, uno dei nomi più interessanti della nuova Fiorentina.
Proprio per parlare del centrocampista ivoriano classe 2006, il tecnico viola ha utilizzato un paragone che ha immediatamente acceso la fantasia dei tifosi per il presente e per il futuro: N’Golo Kanté. Un confronto pesantissimo, soprattutto considerando il ruolo e le caratteristiche del giocatore francese, diventato negli anni uno dei migliori calciatori al mondo in quel ruolo.
Un paragone che Vanoli ha azzardato la scorsa settimana per elogiare la prestazione dell’ivoriano contro il Pisa, quando nella sfida di Coppa Italia ha impressionato per recuperi e strappi importanti. Ma non si è trattato di un episodio isolato, perchè a margine della partita contro il Napoli il tecnico varesino ha rincarato la dose:
“Il vostro difetto è che guardate i singoli, io invece devo vedere la squadra e devo sacrificare il talento con l’equilibrio. Questa squadra ha talento ma quando sono arrivato prendevamo tanti gol. Oulai è molto forte, l’ho paragonato a Kante, ma il francese usava più la testa. Oggi Oulai usa ancora la sua esuberanza, ma avrà un futuro importante e regalerà tanto alla Fiorentina. Mi entusiasma, così come Goncalves e Atta, ma non posso metterli tutti insieme…”
Un paragone molto importante quello per il classe 2006. Ngolo Kantè ha vinto tutto in carriera con la maglia del Chelsea ed è diventato uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, anche sotto gli occhi dello stesso Vanoli. Oulai, invece, deve ancora imparare a controllare la propria esuberanza. Il talento e l’energia non gli mancano, ma il prossimo passo della sua crescita sarà proprio quello di trasformare queste qualità in continuità e gestione. Certo la strada per arrivare al francese è lunga, ma i presupposti sono buoni.
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