Fiorentina, la maglia viola nacque per caso? La vera storia dietro quel colore

Il colore viola a Firenze rappresenta un credo, una fede calcistica e soprattutto la maglia della Fiorentina. Eppure nel 1926, quando nacque l’Associazione Calcio Fiorentina, i colori sociali erano altri, erano il bianco ed il rosso, gli stessi dello storico stemma cittadino e gli stessi indossati dal club gigliato nella partita del Centenario contro il Frosinone il 29 agosto scorso.

La storia del colore viola (foto OneFootball)

Fiorentina, la storia del colore viola

La Fiorentina disputò il primo campionato con una divisa di gioco che si componeva di una metà bianca e di una rossa, sia sul davanti che sul dietro, che si ispirava allo stemma cavalleresco di Ugo di Toscana, nobile benefattore fiorentino. Nell’anno successivo la dirigenza gigliata, ispirata dalla storia cittadina, preferì una tenuta da gioco a strisce verticali bianco-rosse, rifacendosi allo stemma dei Marchesi di Toscana. Le stagioni sportive 1927-28 e 1928-29 furono deludenti e ciò spinse la dirigenza dell’A.C. Fiorentina ad un cambiamento radicale, anche nei colori sociali. Nel 1929, in un’amichevole contro la Roma le strisce bianco-rosse furono così sostituite da una divisa viola a tinta unita. Sul perché fu scelto tale colore non c’è una spiegazione certa ma ci sono varie teorie a riguardo.

La prima, quella più diffusa, vuole il viola quale risultato di un errato lavaggio delle maglie bianco-rosse. Sebbene questa tesi sia confermata da alcuni testimoni del periodo, molti la ritengono infondata. Si fa notare, infatti, che l’effetto di un lavaggio sbagliato di panni bianchi e rossi, avrebbe determinato un rosa tiepido e non un viola vivo. Inoltre si giudica la dirigenza del periodo, guidata dal Marchese Luigi Ridolfi, mecenate dello sport fiorentino, troppo attenta alla tradizione ed alla cultura della città per permettere che il colore della squadra cittadina fosse suggerito da un erroneo candeggio. Alcuni pensano che il viola venne scelto proprio da Luigi Ridolfi dopo un’amichevole nel 1928 con la squadra ungherese dell’Újpesti TE, i cui colori sociali erano il bianco e il viola.

I primi colori della Fiorentina (foto OneFootball)

Un’altra tesi afferma invece che il viola fu scelto in quanto colore legato alla storia di Firenze. In effetti le cronache del passato ci ricordano che i fondatori romani diedero alla città il nome di Florentia in quanto le colline e i prati che la circondavano erano invasi dai fiori di giaggiolo. Inoltre il simbolo di Firenze, il giglio, trarrebbe origine proprio dal giaggiolo, fiore nobile, dal colore viola e detto anche iris fiorentina.

Da sempre il viola è associato al fantastico, al mondo dell’irrazionale, poiché è l’ultimo colore dello spettro cromatico. Ciò non fa che esaltare l’elemento magico di una tinta che sarebbe una sorta di porta d’accesso verso tutto ciò che è inconoscibile.