Pedro e Atta si raccontano (foto OneFootball)
Tempo di intervista ai giocatori della Fiorentina Pedro Goncalves e Arthur Atta sulle pagine rispettivamente de La Nazione e del Corriere Fiorentino. Di seguito le loro parole.
Il portoghese si è raccontato a La Nazione spiegando tutta la sua gioia di essere a Firenze e alla Fiorentina e come Vanoli lo stia facendo lavorare tantissimo in questa sosta per essere al meglio:
Diciamo che mi servivano tre settimane per essere al meglio e visto lo stop al campionato è stato più o meno di questa lunghezza, direi che ci siamo.
Sul ruolo dice che sceglierà l’allenatore ma lui si trova bene sia sulla fascia che al centro: Si è capito che ho intenzione di fare tanti gol, vero? Mi fa piacere essere considerato il colpo di mercato più importante insieme a Mastantuono, ma non ci penso. Vivo questo in serenità perché mi piace prendere il bello del mio lavoro ma senza farlo diventare motivo di stress.
Su Rui Costa: Abbiamo indossato due maglie molto diverse ( a voler sottolineare che Benfica e Sporting non vanno d’accordo). Comunque, Rui ha scritto delle pagine bellissime della Fiorentina, lo so bene. Lui ha fatto molto. Un altro portoghese che è passato di qui e che mi piace è stato Nuno Gomes, ma parlare di campioni, di chi ha fatto cose importanti nella storia della nostra mi fa pensare al futuro, a quello che potrei fare io.
Intervistato dal Corriere Fiorentino, il centrocampista della Fiorentina Arthur Atta ha parlato così del suo momento a Firenze:
Non sto rendendo al massimo? Vero, ne sono consapevole. Mi manca il gol, tantissimo. Ci sono andato vicino, qualche volta ho sbagliato e in altre sono stato sfortunato. Devo incidere di più, devo mettermi nelle condizioni di fare la differenza. Ho avuto qualche problema muscolare ma ora sto bene e sono convinto che questa sosta mi servirà per entrare in forma.
Ho iniziato centrocampista centrale, ma ormai sono abituato a giocare mezzala. Lì mi trovo bene perché partendo da dietro ho più spazio e possibilità di incidere, a Udine poi ho avuto un maestro come Runjaic: lui è stato fondamentale, mi ha spinto a determinare le partite e a fidarmi delle mie qualità. Giocare dietro alla punta comunque mi piace, avrò bisogno di trovare i movimenti giusti ma mi metto a totale disposizione. Per me sarà un’altra occasione per crescere.
Vanoli ci fa sudare, tanto. Ma questo per noi è un bene perché abbiamo una gran voglia di risalire. Non dobbiamo porci limiti, ma avere un obiettivo comune: diventare squadra. È questa la prima cosa da fare se vogliamo essere protagonisti. Il talento non ci manca.
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