C’è un dato che racconta meglio di qualsiasi parola le difficoltà della Fiorentina in questo avvio di stagione. Per trovare una difesa viola capace di fare peggio bisogna tornare al 1992-93, l’anno della retrocessione in Serie B. Si tratta di un paragone pesante, che non deve diventare un pronostico, ma che evidenzia quanto ci sia ancora da lavorare.

Fiorentina: le difficoltà evidenti
Quindici gol subiti in otto partite. Questi numeri evidenziano le difficoltà di una Fiorentina che, soprattutto a livello difensivo, è ancora troppo fragile. Con Fabio Grosso i problemi erano evidenti fin dall’inizio: nove gol subiti nelle prime tre giornate di campionato, quattro contro la Roma e cinque complessivi nelle sfide con Frosinone e Torino. Un rendimento che ha contribuito alla fine dell’esperienza del tecnico e che ha lasciato in eredità una squadra alla ricerca di certezze.
Con Paolo Vanoli qualche passo avanti si è visto, ma la strada è ancora lunga. Il successo per 3-0 contro il Pisa in Coppa Italia ha permesso ai viola di mantenere inviolata la porta di De Gea. In Serie A, la squadra ha incassato due reti sia contro il Venezia sia contro il Genoa, oltre a quella subita contro il Napoli. A preoccupare non è soltanto il numero dei gol, ma anche la difficoltà nel trovare una soluzione stabile. Vanoli ha puntato sulla coppia centrale Dragusin-Ranieri, ottenendo risultati alterni: prestazione convincente contro il Napoli, maggiori difficoltà con il Venezia e una prova negativa a Genova.
Per questo, in vista del Como, il tecnico sta valutando nuove opzioni anche sulle corsie laterali. Viery potrebbe essere preferito a Valdepeñas in una scelta più prudente, come riportato dal Corriere dello Sport – Stadio. La sensazione però è che il lavoro più importante debba coinvolgere tutta la squadra. La linea arretrata ha bisogno di maggiore protezione e il centrocampo dovrà contribuire a limitare gli spazi concessi agli avversari.
Proprio in quest’ottica, Vanoli sta provando il 4-3-3 in vista della prossima partita.
Accanto a Fagioli potrebbe tornare Brescianini, con Ndour ancora in corsa, mentre l’esperimento Oulai sembra destinato a essere rimandato. Mastantuono si è allenato regolarmente dopo l’intervento alla mano sinistra per la frattura del quarto metacarpo. In attacco, invece, Pellegrino sembra favorito su Beto per il ruolo di centravanti. Resta da capire anche come verrà gestito Goncalves.

Contro il Como servirà quindi una Fiorentina più equilibrata, capace di valorizzare le proprie qualità senza esporsi continuamente alle ripartenze. I cambiamenti tattici possono aiutare, ma la priorità resta una: subire meno gol e ritrovare quella solidità che finora è mancata.