Handanovic...
La Fiorentina torna al centro di alcuni retroscena e riflessioni che riguardano il suo passato e il momento attuale. A raccontare un curioso episodio è Samir Handanovic, ex portiere e capitano dell’Inter, che in un’intervista concessa oggi a la Repubblica, alla vigilia del derby di Milano, ha ripercorso alcuni passaggi della propria carriera, soffermandosi anche sulle opportunità avute dopo l’esperienza in nerazzurro.
Tra le possibilità prese in considerazione dallo sloveno c’era anche quella di vestire la maglia viola.
Infatti, dopo aver lasciato l’Inter, Handanovic aveva ricevuto alcuni interessamenti da parte di altri club, senza però trovare una soluzione che lo convincesse a proseguire la carriera da calciatore. Tra questi c’era anche la Fiorentina, allora allenata da Vincenzo Italiano. A confermare il contatto è stato lo stesso ex portiere:
De Zerbi mi voleva al Brighton. Mi sarebbe piaciuto vederlo lavorare da vicino, anche come secondo portiere. Ci furono contatti con la Fiorentina di Italiano, ma niente. A Udine mi piacerebbe tornare come allenatore.
Un retroscena che riporta alla luce una possibilità mai concretizzata e che avrebbe potuto portare a Firenze uno dei protagonisti del recente ciclo vincente dell’Inter.
Uno sguardo decisamente più critico sul presente arriva invece da Benedetto Ferrara. Nella consueta rubrica del sabato Rock&Gol, sulle pagine sportive de La Nazione, il giornalista analizza le difficoltà della squadra, soffermandosi soprattutto sulle scelte che hanno portato alla costruzione dell’attuale rosa. Il giudizio parte da un paragone con il progetto del Franchi:
Che patimento, mamma mia. La Fiorentina continua ad assomigliare al suo stadio, un progetto in costruzione. Bruttino da vedere e incompleto, per ora, ma poi chissà.
Ferrara evidenzia poi i limiti emersi in questa prima parte di stagione, dal centrocampo alla difesa, fino alle difficoltà del reparto offensivo. Nel suo ragionamento non manca un riferimento alle responsabilità della dirigenza e al lavoro di Fabio Paratici, chiamato a spiegare le scelte compiute durante il mercato estivo. Il giornalista, tuttavia, invita anche a non perdere completamente la fiducia nel nuovo corso di Vanoli.
Il sospetto che questa squadra sia stata costruita male e che il povero Grosso se ne sia andato perché alle prese con un’idea tecnica psichedelica è forte. Centrocampo fragile, difesa anche di più, attacco pieno di trequartisti riarrangiati e con due centravanti che, al momento, non ne fanno uno decente. Siccome l’allenatore è persona educata e buon professionista ci teniamo a dire che ogni critica vale come un qualsiasi consiglio dato a un amico. Lui ci mette sempre la faccia, ma anche il messiah diesse avrebbe qualcosa da spiegare. E ci auguriamo che lo abbia già fatto al suo presidente, che ha speso molto per avere poco o pochissimo.
Nelle battute finali, Ferrara dedica un pensiero ad Alex Jimenez e Pedro Goncalves, prima di chiudere con una riflessione sulle caratteristiche necessarie per guidare questo gruppo:
Perché questa è una squadra costruita per allenatori coraggiosi. Che, a occhio, sono altrove.
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