Ancora alcuni estratti delle dichiarazioni di Dragowski al Corriere Fiorentino: Sugli obbiettivi: «Non ci sono obiettivi particolari. Lavoriamo per vincere ogni partita poi, alla fine, faremo i conti. Europa? Sarebbe bello, ma è inutile pensarci. L’obiettivo è vincere ogni domenica. Tagliare tanti, piccoli traguardi, significa centrare quello grosso». Su Zurkowski: «È forte. Può giocare una partita, correre 13 km, e subito dopo giocarne un’altra. Deve ancora abituarsi al calcio italiano. Tra la Serie A polacca e quella italiana la differenza è enorme. E poi deve ancora capire bene la lingua. Cerco di fargli capire che deve avere pazienza. Deve lavorare al massimo, senza lasciarsi andare. Lui, però, si allena ogni giorno come fosse l’ultimo e andando avanti così avrà le sue opportunità». Su Caceres: «Fa la differenza perché ha una personalità straordinaria e una grande esperienza. A Cagliari abbiamo perso lui e Lirola. Sapevamo che chi li avrebbe sostituiti ha grandi qualità, ma inconsciamente abbiamo perso sicurezze, e siamo scesi in campo con un po’ di paura». Su Ribery: «Quando lo abbiamo preso non ci credevo. Fin da subito si è dimostrato un grandissimo. Si sapeva che fosse un fuoriclasse, ma il contributo che da anche fuori dal campo è super. Puoi chiedergli qualunque cosa, e lui c’è sempre. Dopo la Lazio ha chiesto scusa a tutti, e noi abbiamo capito che essendo un campione, vuol sempre vincere».
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