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Fio-Juve, la chiave della partita

Il ritmo è l’essenza del calcio odierno. Rappresenta il mezzo attraverso cui le funzionalità possono ripetere gli schemi.

La tattica, se fosse sempre fondamentale, comporterebbe match meno prevedibili e meno intensi.

L’intensità è il veicolo dello “spettacolo”. Perciò si è creato un “campo di pressione” e perciò gli schemi risultano essere fondamentali; e perciò la figura del tecnico sta sostituendo quella dell’allenatore.

Dunque, il tempo risulta, per causa-effetto, l’unico oggetto conoscitivo verso cui, ormai, questa disciplina verte.

L’unità di misura dello schema è il ritmo e il tecnico sceglie la frequenza, il tono “normale” (standard).

Se partissimo dalla definizione che il calciatore sia “oggetto economico”, comprenderemmo perché si stiano riqualificando figure esterne. E perché la funzionalità abbia sostituito il ruolo.

Le caratteristiche “biologiche generali” assumono rilevanza, perché solo così si possono creare uguaglianza e, infatti, differenza. La generalità, cioè caratteri annotati come normali e ripetitivi.

Fatta questa introduzione, oltre a spiegare il motivo della mancanza di gol della Fiorentina (cioè semplicemente un’anomalia del ritmo standard), abbiamo anche in parte detto quale sarà la chiave del match contro la Juventus.

Alcuni princìpi del gioco espresso dalla Juve

Mettiamo che la Juventus perda il possesso del pallone. La prima cosa che fanno, è un contro-pressing. Contro-pressing che non ha come fine il recupero repentino del pallone. In che senso? Bisogna ricordare che i bianconeri siano una squadra “fisica” che fa di questa caratteristica intrinseca la sua forza trainante. 

Insomma, agli uomini di Allegri non interessa il controllo del pallone per controllare la partita.

Difatti, gli acquisti dei bianconeri non sono funzionalità che possano andare a comporre uno schema volto al possesso del pallone. Kostic, esempio, ha bisogno di campo per essere efficace al massimo. Angel Di Maria pure. Paredes ha sì tecnica, ma anche molta fisicità. Può lanciare bene il pallone verso la punta che smista sugli esterni.

Perché, altro principio juventino, è la costruzione spasmodica della manovra sulle fasce. Ma non come la viola, utilizzando l’intera catena.

In realtà vedremo molti duelli e sarà, tra il vincere o perdere questi, che la partita si indirizzerà. 

La Juventus è una squadra che manovra così. E se la Fiorentina fosse astuta, avrebbe notato un dettaglio: questa peculiarità dei bianconeri rappresenta il loro stesso limite. Essi “portano ‘troppo’ il pallone”.

Altra aggiunta: non sarà centrale il focus dell’intensità, se non quanto basta per far deviare la palla sugli esterni.

Comunque, questo non significa che la Juventus non sia pericolosa nella via più diretta per far gol. 

Le mezze ali si abbassano sempre per ricevere palla tra le linee. Ovvio centralmente ci sta solo il “play”, ma non è da sottovalutare viste le doti balistiche dei centrocampisti bianconeri:

Questa (bene o male) è la forma che assume la Juve durante la costruzione dal basso. I numeri, si ripete, non vanno presi in considerazione.

I fluidificanti stanno molto larghi. Il pallone se lo scambiano i due centrali che allargano o scaricano al play che si abbassa o si alza. Le due mezze ali sono molto schiacciate sulla linea di attacco e si abbassano solo per ricevere palla dagli esterni e scaricarla al play, o provare un cambio di gioco, o un filtrante sulla punta, che agisce sempre centralmente e da rifinitore.

Abbiamo detto della fisicità. 

Infatti, i bianconeri non portano il pallone nella via più diretta per fare gol, ma gli uomini. E, coi cross, sfruttano la loro corporatura e prestanza atletica. 

Non si deve scordare nemmeno quest’ultima parte: sì, sono grossi, ma sono anche veloci. Soprattutto in ripartenza.

Fase di non possesso:

Andato un primo pressing tanto per non far ripartire gli avversari, gli undici in maglia a strisce si posizionano pressocché così. Il trequartista, che è a tutti gli effetti uno dei tre mediani, si schiaccia sulla linea di centrocampo, quando la Juventus raggiunge la fase di massimo stress difensivo.

Comunque, di solito uno dei tre resta alto e lega il reparto medio del campo con quello offensivo. Questo per favorire la ripartenza e il lavoro delle tre funzionalità d’attacco.

Il gioco è sempre volto alla sintesi, alla verticalità (in caso di ripartenza diretta, altrimenti con cross e uomini che, dal lato cieco, arrivano ad attaccare l’area di rigore) e alla qualità dei singoli sulle (precisiamo) fasce. Perché sono queste ad avere le funzionalità con maggiori doti tecniche.

Inoltre, altra aggiunta per la fase difensiva, di solito i tre mediani ruotano: a turno uno si alza a prendere il play avversario, o ad inseguire uno degli uomini, strettamente marcato, che si propone per ricevere un passaggio.

Conclusioni:

Si spera di aver dato informazioni utili. La Juventus è un’ottima squadra, finché l’atletismo dei suoi uomini di qualità si mantiene nel ritmo standard.

Quindi, si ripete, tutto girerà sui duelli uomo vs uomo che si creeranno soprattutto sulle catene laterali. Italiano dovrà essere bravo a lasciar far gioco ai bianconeri e prenderli subito con un primo pressing sulla loro costruzione dal basso, convergendo rapidamente in zona centrale.

Detto ciò, speriamo in un bel risultato per la Fiorentina. Oggi il Franchi sarà stracolmo e tutto colorato di viola.

Manuel Cordero

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