Intervenuto ai microfoni della Nazione, Piero Hamrin – figlio del grande Kurt, scomparso qualche tempo fa – ha detto la sua sull’impatto di Albert Gudmundsson alla Fiorentina di Raffaele Palladino e risposto ad alcune domande sul paragone con suo padre:
Credo che al ragazzo possa far piacere un paragone del genere; quando l’ho visto entrare in campo avevo una bella sensazione… Noto qualche somiglianza con mio padre, soprattutto nei movimenti del corpo in campo. Calzettoni? Magari se l’è studiato (ride, ndr). Gudmundsson il nuovo uccellino? Spero che quello rimanga un nomignolo unico, riferito solo a mio papà. Non so se l’islandese sarà una bandiera della Fiorentina, è un classe ’97, e le bandiere non esistono più.
Gudmundsson ha dimostrato di avere grandi personalità, incaricandosi subito della battuta dei due rigori conquistati ieri contro la Lazio: si rivelerà sicuramente un innesto importante per la Fiorentina. Il cambio di modulo di Palladino? E’ un allenatore giovane, e quindi molto dinamico, è non ha esitato a switchare subito senza esitare ulteriormente: i giocatori migliori vanno messi nelle condizioni di esprimersi al meglio, è così è stato. La differenza la fanno sempre e comunque i calciatori, ma Palladino è stato bravo ad individuare nell’intervallo quale potesse essere la soluzione migliori e i giocatori sono stati bravi ad applicarla.
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