Elia Caprile, portiere del Cagliari, prossimo avversario della Fiorentina in Serie A, è intervenuto al Corriere Dello Sport, per dire la sua anche in vista del match contro i gigliati. Ecco un estratto delle sue parole:
Mio padre è napoletano, sono molto legato alla città. Volevo mettermi in gioco. Le cose, però, non sono andate come avrei voluto. Sono arrivato a Cagliari con entusiasmo. Ho deciso di accettare la sfida e ne ho parlato subito con Conte. Volevo essere protagonista, il ruolo di secondo non fa per me.
Il Cagliari si salverà per merito di tutti, squadra, staff, dirigenti e tifosi, non per un singolo. Da solo, sono nessuno. Sono stato accolto benissimo, tra l’altro conoscevo già il mister, il preparatore Squizzi che avevo avuto al Chievo, Luperto e Marin con i quali avevo giocato a Empoli, e Gaetano, mio compagno al Napoli. Insomma, è venuto tutto facile.
Per lunedì ho grande fiducia, siamo in una buona situazione e consapevoli che saranno sei gare difficili. Possiamo conquistare punti contro chiunque. Bisogna crederci. De Gea? Un mito, uno dei grandi di tutti i tempi. Spero di avere la sua maglia.
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