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GONZALEZ, Lista (ex allenatore): “Stava per smettere ma poi..”

Immersa nel verde, situata a nord-est nella provincia di Buenos Aires, Belén de Escobar in Argentina è conosciuta come la città dei fiori. È qui che ha tirato i primi calci al pallone Nicolas Gonzalez. Il talento sbocciato con la maglia dell’Argentinos Juniors ed esploso con quelle dello Stoccarda e dell’Albiceleste della Seleccion. “Lo vidi per la prima volta durante l’intervallo di una partita di baby futbol di suo fratello Gabriel. Capita che i bambini più piccoli entrino in campo alla fine del primo tempo a giocare. Già lì si intravedeva la qualità nel suo mancino”. A parlare a Gianlucadimarzio.com è Rodrigo Lista, ex allenatore nelle giovanili dell’Argentinos Juniors e oggi al San Lorenzo. Lista era l’allenatore del fratello maggiore di Gonzalez al Parque Chas, prima di andare all’Argentinos Juniors che gli affidò la guida della categoria ‘98, la stessa di Nicolás. “A quel punto chiamai i suoi genitori per portarlo con me. Avendo allenato il fratello e conoscendo la famiglia partivo un po’ avvantaggiato, ma c’era da battere la concorrenza delle altre squadre”. Era già stato in prova al River Plate e al Platense, ma dopo quella chiamata, Nico all’età di 9 anni iniziò a giocare nel Semillero del Mundo, il vivaio del mondo. Lì dove sono cresciuti Maradona, Redondo, Riquelme e Cambiasso. Quasi tre ore ogni giorno per andare ad allenarsi e altrettante per tornare a casa. Avanti e indietro da Belén de Escobar al Barrio Bajo Flores. Proprio questa distanza, la scomodità del viaggio e il fatto che successivamente non giocasse tanto, lo portarono a pensare di lasciare il club all’età di 14 anni. In quel periodo fu determinante il sostegno della sua famiglia e dell’allora allenatore Fernando Batista, con cui nel 2019 ha poi vinto i Giochi Panamericani con la nazionale argentina sub20. “I suoi genitori sono sempre stati presenti e questo è da sottolineare perché ha vissuto anche delle stagioni in cui giocava meno. Ma la svolta nel suo percorso è stato Gabriel Heinze, l’allenatore che lo ha fatto debuttare direttamente in Prima Squadra senza giocare una partita nella squadra Reserva: lo ha schierato anche da punta e Nico lo ha ripagato della fiducia con il gol della promozione nei minuti finali della gara contro il Gimnasia de Jujui. Il merito più grande rimane comunque il suo perché non si è mai arreso”. 

Dopo l’addio di Gattuso, la Fiorentina lo ha acquistato a prescindere da chi siederà in panchina. 27 milioni totali nelle casse dello Stoccarda per l’acquisto più oneroso della storia del club viola.Con me giocava esterno sinistro e credo sia il suo ruolo. Ha doti offensive ma lo vedrei bene anche in un 3-5-2 perché atleticamente è in grado di fare tutta la fascia. È forte in attacco, ma è un generoso e questo nel calcio italiano credo che sia importante. Sin da bambino è sempre stato forte di testa, la capacità di saltare con i tempi giusti l’ha sempre avuta”.

Doti tecniche e atletiche, ma Lista sottolinea anche l’aspetto caratteriale: “Mi è sempre piaciuta la sua personalità, sin da bambino è sempre stato molto competitivo, nelle partite più difficili dava sempre qualcosa in più. Continuo a vedere queste qualità col passare del tempo, come quando ha esordito nelle qualificazioni a Qatar 2022 e sembrava un giocatore con 50 partite alle spalle nonostante stesse giocando da terzino sinistro”. 

Qualità tecnica e forza fisica allenate nel settore giovanile del Bicho: “La domenica giocava nel baby futbol all’Argentinos Juniors e il sabato lo portavo insieme ai suoi compagni al Club Agronomia. Da noi i bambini il sabato giocano in spazi ridotti in palestre o in campetti di cemento per migliorare la tecnica idnividuale e il giorno dopo sull’erba nel campo a undici

A distanza di 14 anni, adesso Gonzalez gioca al fianco di Messi e rappresenta l’Argentina. “Per uno che lavora nella formazione dei giovani, quando accadono queste cose è una grande soddisfazione. Conta più questo che un trofeo vinto. L’averlo portato all’Argentinos e vederlo adesso è un grande orgoglio. Non si è mai dimenticato da dove viene ed è sempre stato molto rispettoso. Dopo l’esordio in prima squadra mi ricordo che mi chiamò e mi regalò una maglia. Lo ringrazio perché non tanti giocatori si ricordano degli allenatori che li hanno aiutati e sia lui che la sua famiglia non se ne sono mai dimenticati”.

Con la sua cessione allo Stoccarda nel 2018 per 8,5 milioni e con quelle di Mac Allister al Brighton e di Nehuen Pérez all’Atletico Madrid, l’Argentinos Juniors sta ricostruendo il centro sportivo. E col trasferimento alla Fiorentina riceverà un’altra piccola percentuale come premio di formazione. “Un passo importante nella sua carriera, ha privilegiato l’aspetto sportivo a quello economico rifiutando il Brighton. Credo sia la scelta giusta”. Dalla città dei fiori al giglio di Firenze, Gonzalez si è già preso la Fiorentina. 

Redazione

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