Nel lontano 1965, la Fiorentina notò un certo Frano Superchi, portiere 21enne e, per volere del factotum di quegli anni Egisto Pandolfini, lo porta a basso costo nel capoluogo toscano, durante la stessa sessione di mercato – casualità o premonizione? – in cui in viola approda anche il futuro capitano del tricolore De Sisti. Inizialmente, però, Superchi ha i gradi di riserva. Neanche secondo portiere, dato che agli esordi aveva davanti sia la leggenda Albertosi che il suo vice, Paolicchi. Un ruolo da ventidue, insomma, per utilizzare la terminologia del calcio rigorosamente da uno a undici. L’anno seguente via Paolicchi e dentro Boranga, con il quale si spartirà il ruolo di dodicesimo per due stagioni. Fino all’estate del 1968, nella quale Albertosi sarà ceduto al Cagliari con il quale si laureerà campione d’Italia. Nella Fiorentina ha mancato l’appuntamento per un anno, e ha lasciato il posto al giovane Superchi, che a 24 anni, nella sua stagione d’esordio con i galloni da titolare, dopo aver giocato una manciata di presenze in quella precedente, stupirà l’Italia intera a suon di parate, conquistandosi da protagonista assieme ai suoi compagni il tanto ambito Scudetto. Lo riporta TMW nella sua consueta rubrica “Le grandi trattative”.
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