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Fiorentina: innovazione, ma nel pressing

Il tipo di pressing operato dalla Fiorentina riprende da due tecnici conosciuti: Jupp Heynckes e Pep Guardiola. Senza, però, disdegnare una prima pressione (ma non estenuante) simile a quella di Jurgen Klopp.

La “zona di stacco”:

Quando gli avversari costruiscono dal basso, o, comunque, sono nella loro metà campo, la viola applica un pressing a coppie. Questa tipologia può essere visibile nel Bayern Monaco di Heynckes. Ma, a differenza dei bavaresi, mister Italiano, conoscitore (e non poco) del Barça di Guardiola, traccia una zona di stacco dall’avversario accoppiato:

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Se osservassimo bene la figura sopra, potremmo appurare che la zona, evidenziata in rosso e tracciata dalla linea nera, si trovi proprio all’inizio dell’area di rigore.

Ora, cosa succede? I gigliati iniziano ad applicare il tipo di pressione operato da Guardiola: il calciatore si pone sulle linee di passaggio (linee interne al campo di pressione), considerando sia il portatore di palla che l’avversario col quale era accoppiato.

Infatti, nell’esempio mostriamo (lo indica la freccia gialla) questa maniera di pressare, durante una costruzione dal basso (verso destra) degli avversari. L’ala sinistra della Fiorentina (n.11) si stacca e si stringe alla mezz’ala (n.10); mantenendo la visuale sul suo avversario, sul portatore di palla e sulla sezione occupata dal compagno di squadra.

Tale movimento, che possa essere una costruzione centrale o esterna, ha, come principio, quello di obbligare l’avversario o a lanciare lungo o a rigiocare la palla indietro.

Ovviamente, dipende dalla situazione del match, il pressing può anche attraversare la zona di stacco, ma soltanto dopo aver applicato il pressing sulle linee di passaggio e aver orientato il possesso avversario nella sezione con maggiore probabilità di recupero palla.

Inoltre, precisazione, ogni viola guarda sì il proprio compagno, però di reparto. Perché dobbiamo ricordarci che siano movimenti mnemonici e non conoscenza dello spazio. Si “insegnano” le linee, le distanze e i tempi.

Marcatura a uomo del centrale difensivo:

Ecco cosa accade, se Italiano ordina a un centrale di difesa la marcatura a uomo:

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Iniziamo dai movimenti della terza linea, che rappresentano il frutto di un errore già, da noi, evidenziato contro la Lazio mesi orsono: FIO-LAZ, l’analisi della gara (fiorentinauno.com).

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Nella figura vediamo il movimento del centrale (n.2) in marcatura. Questo si alza fino, come abbia detto, all’inizio dell’area di rigore per poi “staccarsi”. I tre difensori rimasti a formare il reparto arretrato si chiudono e formano una linea a 3.

Così facendo, occupano la via più diretta per fare gol e gli avversari sono obbligati ad allargarsi. Ovvio (non lo ripetiamo) che il principio comportamentale assunto sia simile a qualunque altra difesa.

Passiamo, adesso, al comportamento, invece, assunto dal centrocampo:

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

La mezz’ala sinistra si alza sulla linea del reparto d’attacco; il centrocampista davanti alla difesa segue, quello che, per uso comune, chiamiamo play o regista e la mezz’ala destra si accentra seguendo il trequartista avversario.

Difatti, è quest’ultima movenza ad essere veramente innovativa. Qui Italiano dimostra di aver lavorato e cambiato qualcosa. Tale tipologia di pressing, ci teniamo a precisare, è stata utilizzata contro il Napoli e, ieri, contro il Bologna (squadra col “trequartista”). In generale, pare che il tecnico della Fiorentina stia pensando maggiormente alla “copertura”, che non alla fase d’attacco. Copertura, chiariamo, non difesa. 

Inoltre, “difensore” è chiunque, durante la fase difensiva. Fase volutamente distinta. Se volessimo specificare i reparti (nel vero senso della parola): terzini, mediani e avanti.

Comunque, non siamo qua per parlare di questo.

Concludiamo la nostra analisi con l’attacco, ma esaminando una situazione del match contro il Napoli. Questa situazione riguarda, per gli azzurri, Anguissa:

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Costruzione dal basso verso destra: Anguissa (n.6) si abbassa. Cosa fa la Fiorentina? O Quarta lo segue a uomo, o Sottil (n.11) si stringe e si pone in una sezione intermedia. Sezione che garantisce, sia di intercettare il passaggio verso l’interno (cioè Anguissa) sia andare a pressare il fluidificante di destra partenopeo.

Italiano ha fatto alternare entrambe le situazioni, per variare l’intensità dello “stress” applicato sulla manovra e sul mediano azzurri.

La “riaggressione” in caso di perdita del possesso:

Terminiamo l’articolo con un’ultima osservazione: quando la Fiorentina perde malamente (diciamo) il pallone, il viola più vicino alla sezione del “misfatto” aggredisce l’avversario che ha riconquistato il possesso della sfera. La terza linea (che non per forza deve essere composta, in questo caso, dai membri, veri e propri, del reparto arretrato) indietreggia, stringendosi.

Questo rappresenta una sorta di gegenpressing su chi ha, degli avversari, la palla; facendogli perdere un tempo di gioco o, in ogni caso, ostruendo la manovra di contropiede.

Manuel Cordero

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