Su La Nazione l’opinione di Stefano Cecchi. Eccone un estratto:
“A che velocità la Fiorentina sta in piedi? Guardi la gara di ieri sera e hai come l’idea che se la squadra viaggia sotto ritmo, se non gioca col furore dentro, cade. Una squadra condannata ad essere collettiva e stare sopra ritmo per avere un’identità compiuta. E’ vero, questa caratteristica la si era già vista nei primi due anni di Italiano. Sembrava però che in questa stagione qualcosa fosse cambiato. Che la Fiorentina, come ha fatto col Rapid, con l’Atalanta e con l’Udinese, potesse gestire le partite anche a ritmi più bassi. Ieri sera, per 60 minuti, la smentita. Che obbliga ora la squadra a fare l’unica cosa possibile: tornare a seguire, come ha fatto in quell’emozionate finale di gara, il credo di italiano già teorizzato da Gianni Morandi: andare a cento all’ora. Una terza via, visto il tasso della rosa, a oggi non sembra possibile.”
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