Il calcio è diventato business, non è più passione sportiva adornata da gioie e delusioni, da stagioni lottate con quello che la squadra primavera porta negli anni, con i calciatori legati alla città e alla storia, con talenti che diventano bandiere e poi storia di un club.
Questo decadimento passionale ed emotivo di nuovi presidenti e intellettuali del calcio ha portato diversi cambiamenti anche in Serie A, ultima in ordine cronologico è la Fiorentina.
Rocco Commisso, ci prendiamo anche la sua lungimiranza imprenditoriale, ha deciso di stravolgere e cambiare lo stemma storico di una città molto passionale. Come scrisse un utente inglese via social “Football is losing its soul ” ovvero “ (“Il calcio sta perdendo la sua anima”), è l’esempio di come troppe volte nella vita l’aspetto economico va a contrasto con i sentimenti. Quello dei tifosi della Fiorentina hanno fatto il giro d’Europa, dopo lo striscione con scritto “Prima di cambiare la storia, fatela!”. Per quanto uno possa essere d’accordo o meno, è un dato di fatto che c’è in atto una trasformazione degli emblemi storici di alcune squadre di Serie A; le più internazionali sono state quelle di Inter, Juventus e appunto la Fiorentina.
A volte mi piacerebbe avere un tasto Rewind per poter tornare al vero calcio, dove non esistono brand, affari stellari, e calciatori che cambiano squadra ogni anno; vorrei semplicemente aver vissuto nel calcio vero, quello della gente, quello dei tifosi; il calcio del popolo.
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