Come sottolinea stamattina Il Corriere dello Sport – Stadio, la Fiorentina è in un momento in cui giocare bene non conta più, o comunque non basta. Ora ciò che conta realmente è vincere per poter portare a casa tre punti.
Per la Viola, infatti, è tempo di mettere da parte il bel gioco e concentrarsi sui nove punti che valgono l’Europa. Contro Venezia, Bologna e Udinese servirà grinta e determinazione, incarnate dai leader De Gea, Dodo, Gosens, Fagioli e Gudmundsson, con Kean in forse. Il quotidiano sottolinea anche l’importanza di supportare Palladino in questa fase delicata, specialmente dopo il rinnovo, evidenziando come le scelte contro il Betis, con le sostituzioni di alcuni giocatori, abbiano bisogno di una lettura e di un sostegno all’allenatore gigliato, soprattutto in questo momento.
Sull’edizione odierna de La Repubblica, si riaccende il dibattito attorno alla figura di Raffaele Palladino, dibattito nato dopo l’eliminazione della Fiorentina dalla Conference League. Di seguito alcuni stralci dell’editoriale del giornalista Stefano Cappellini.
Personalmente, non riesco a iscrivermi a nessuno dei due partiti: non mi aggrego ai pro Palladino perché mi pare di vedere con chiarezza alcuni limiti del mister e, onestamente, la Fiorentina di Italiano aveva un gioco che quella attuale fatica a mostrare. Però la domanda vera è: quale allenatore con due anni di professionismo alle spalle è immune da errori?
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