Gianluca Baiesi, ex Direttore Operativo della Fiorentina dei Della Valle e responsabile del restyling della tribuna senza barriere del Franchi ha lasciato un suo pensiero sulle pagine del Corriere Fiorentino riguardante gli scontri avvenuti contro l’Inter: “Facemmo studi sociologici e capimmo che abbattere barriere significava avere maggior sicurezza perché il concetto di gabbia per i tifosi ospiti porta solo all’inasprimento e all’odio. All’epoca era un progetto zero, poi ripreso da città come Bergamo e Udine. Fu un fiore all’occhiello. Sono passati dieci anni da quando lanciammo le maglie con scritto “il calcio è un divertimento” e l’idea dello stadio senza barriere, ma è come se ne fossero passati cento. Nel mezzo, tanto per citare l’esempio più eclatante, c’è stata la pandemia. La tendenza all’asocialità è un dato di fatto e lo stadio è lo specchio della società. Ai tempi nostri la situazione era più serena, anche perché Firenze non meritava e non merita l’etichetta di città intollerante”.
Cosa pensa degli episodi avvenuti con Spalletti e sabato contro l’Inter?
“Certi comportamenti sono inaccettabili e vanno combattuti con forza. L’educazione e il rispetto però dovrebbero valere per chiunque: in un mondo ideale tifosi di squadre diverse dovrebbero poter guardare la partita insieme, ma allo stadio si deve andare anche cercando di evitare situazioni che possano suonare come una sfida all’altra tifoseria”.
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