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Sulle pagine de La Nazione di oggi il giornalista Stefano Cecchi analizza i numeri della tifoseria viola in questa stagione messi a confronto con altre realtà. Questo un estratto del suo pensiero: “La Fiorentina è quinta. Per dire: se il campionato finisse oggi, la squadra viola potrebbe partecipare il prossimo anno alla Champions League. Un balzo in avanti clamoroso sulle aspettative che aprirebbe scenari suggestivi. Eppure, nel dopo gara, si sono registrate più critiche che applausi. Si registra un clima particolare di questi tempi a Firenze. Un’insoddisfazione di genere, un mugugno di fondo che accompagna le gare dei viola e che segnala un possibile deficit affettivo. Rispetto al passato il numero medio di spettatori al Franchi non è certo male (30.462) ma la percentuale di riempimento (71%) è solo la dodicesima della serie A”. 

Cecchi

 

Le cause

“Qualcuno sostiene che il fatto di non lottare da anni per posizioni di vertice abbia annacquato la passione (anche se con Bruzzone e Ricciarelli non è che vincessimo la coppa dei pianeti ma lo stadio era sempre un catino infuocato). Altri ritengono che l’assenza di campioni acclarati costituisca un deficit di richiamo, anche se si potrebbe obiettare che in C2, quando sugli spalti comparivano striscioni del tipo ‘Bravo chiunque tu sia’, in certe gare al Franchi si registravano anche 40.000 presenze. Altri ancora sostengono che le gestione muscolare di questa dirigenza, tesa a far vivere la Fiorentina non come un appendice di Firenze ma come un ramo del proprio modello di business, abbia creato un solco empatico con una parte significativa della città. Infine c’è chi, semplicemente, tira in ballo lo spirito del tempo, dove niente è più passione disinteressata ma tutto è legato alla logica e al tornaconto”. 

 

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