Fabrizio Corsi, presidente dell’Empoli, ha parlato nel corso di Stadio Aperto, iniziando nel suo intervento dalla ripresa nella seconda serie: “Chi dice di non avere le strutture, dove li fa i ritiri d’estate? Che si fa, a Crotone si va in campeggio? Mi sembra che gli alberghi ci siano, con situazioni decorose, seppure non saranno il massimo. Ognuno tira l’acqua al suo mulino, il presidente del Lecce mi sembra di capire abbia dei dubbi sulla ripresa. Ma se aveva i punti del Verona secondo me di dubbi ne aveva meno… Fatemi dire certe cose. Alla fine si va sempre a cadere sugli interessi personali”. Come avrebbe dovuto ragionare il sistema? “Inutile far parlare i presidenti, me come chiunque altro: la Samp e il Genoa vorrebbero smettere di giocare, idem il Crotone. Questo è il sistema. Ci sono delle direttive UEFA, che per fortuna ha una visione più globale e generalizzata. Gravina sta facendo il possibile per perseguire quell’obiettivo. Speriamo di arrivare in fondo a questa sera, bisogna mettersi in salvaguardia come prima cosa. Anche oggi ci sono stati 575 morti, un numero terrificante, così com’è impensabile pensare di passare questi mesi così. La situazione un po’ però sta migliorando, soprattutto su ricoveri e terapie intensive. Bisognerà poi pensare anche alla tragedia economica, all’altro tsunami che arriverà, e per senso di responsabilità ciascuno di noi deve fare il possibile per provare ad ammortizzare i problemi che ci ritroveremo tra 10-15 giorni, quando le aziende riapriranno. Quelle che ci riusciranno, almeno”. Si dovranno fare i conti anche con il danno economico. “Alla Serie B mancheranno tra i 2 e 3 milioni. Però guardando più in là si penserà anche a danni del botteghino, delle sponsorizzazioni… Dovremo metterci del nostro per affrontare un calcio ridimensionato. I problemi di oggi mi sembrano più gestibili, ma credo che quando inizierà il prossimo campionato ci vorrà ancora più compressione: a quel punto la gestione sarà difficile”. Quali strumenti serviranno? “Ad occhio mi sembra che possa sparire metà dei dilettanti, idem per la Serie C. L’asse portante è la Serie A, un gradino sotto c’è la B che da par suo ha sempre portato energie, idee e calciatori al calcio che conta. Poi va contato il settore giovanile, il meccanismo è ampio. Io guardo al mio, ed ho 150 famiglie che dipendono dalle mie bischerate, mi attribuisco un certo tipo di responsabilità, e non posso pensare soltanto per me. Ora tranne la Primavera è tutto sospeso, e se ne riparla alla nuova stagione, ma anche la gestione di questo patrimonio ha bisogno di soluzioni per assistere tutte queste famiglie ed accompagnarle alla ripresa del campionato. Che non è una cosa che si fa dalla sera alla mattina, ma c’è bisogno di energie. Sono situazioni mai vissute, ma tenere fermi dal 15 marzo ai primi d’agosto questi ragazzi abituati a 4-5 allenamenti alla settimana è un po’ anomalo”. Ha parlato alla squadra del discorso taglio stipendi? “Sì, abbiamo parlato e fatto dei ragionamenti, ma mi sembra che da parte loro ci sia la dovuta disponibilità, capiscono e hanno senso di responsabilità rispetto alla nostra società. Ma in generale si parla dell’azienda calcio, e speriamo di giocare così mancherà meno energia economica, arriveranno anche i diritti tv. Ci sarà poi un ragionamento più ampio con i giocatori, anche dopo la fine di questo campionato. Tutto il calcio deve trovare un ridimensionamento: la realtà ci richiama a trovare equilibri diversi da quelli di oggi”. A riportarlo, TMW Radio.
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