Con fatica la Fiorentina ha conquistato la semifinale. Tra le varie difficoltà, le più evidenti erano il poco movimento nella costruzione del gioco e nel reparto offensivo: Gudmundsson.
Contava il risultato, contava la qualificazione e magari contro formazioni più dotate come il Betis Siviglia, che l’aspetta in semifinale, la Fiorentina potrà dare di più, potrà trovare quegli spazi che in partite come questa fatica a conquistare. C’erano due tipi di inciampi nella costruzione del gioco. Il primo riguardava il collettivo: quando Comuzzo alzava la testa per dare il via alla manovra, davanti a sé non c’era movimento, tutti aspettavano la palla sul piede.
Il secondo era legato a Gudmundsson, il giocatore che dovrebbe accendere il gioco della Fiorentina, renderlo più fantasioso, più incisivo e più sorprendente. L’islandese è appannato, il suo rendimento in questo periodo è insoddisfacente, ma c’è un aspetto in questa sua difficoltà difficile da comprendere: perché anche ieri tornava sempre dietro a prendere la palla dai piedi dei centrocampisti? Non ce n’è bisogno, la Fiorentina ha già due ottimi costruttori come Fagioli e Cataldi, anche se stavolta nessuno dei due ha incantato. Perché non sta più vicino a Kean? È in quella zona che, con una giocata, può dare alla squadra il colpo di genio, a metà campo non serve. Fonte il Corriere dello Sport.
La Fiorentina di Paolo Vanoli si prepara alla grande sfida del Gewiss Stadium contro l'Atalanta…
Alle prese con una stagione davvero difficile, la Fiorentina inizia già a guardare al futuro…
Il grande dubbio in casa Fiorentina è sempre chi affiancare in attacco a Moise Kean…
Insieme a Domenico Berardi e Andrea Pinamonti forma uno dei terzetti offensivi più forti della…
Oggi pomeriggio alle 18 al Gewiss Stadium di Bergamo l'Atalanta dell'ex Raffaele Palladino ospita la…
Dopo la brutta sconfitta patita in casa contro l’AEK Atene giovedì sera in Conference League,…