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Italiano, contrarre e semplificare le armi a disposizione del tecnico

La Fiorentina manovra sulle fasce, per far convergere i propri calciatori in area di rigore:

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Non dobbiamo rinunciare alla nostra filosofia, ma capire come farla “fluire”. Italiano non deve rinunciare ai propri princìpi, al contrario, deve rispettarli.

Le soluzioni schematiche e la psiche dei calciatori stanno vivendo un’anomalia. Il limite, che ormai si mostra, viene rappresentato dalla pratica delle funzionalità: operative, ma non produttive. 

Il lavoro del tecnico ha come oggetto conoscitivo proprio le, sopraddette, funzionalità. Esse sono la manifestazione sensibile del principio. Altrimenti astratto.

Noi cerchiamo di far combaciare la realtà con l’immaginario, cioè rendere tangibile. Quello che sta succedendo alla Fiorentina è il contrario, perché il limite sottolinea il termine di questo “combaciare”.

Dunque, come risolvere il problema?

Se la Fiorentina, come affermano tutti, stesse attraversando un momento di forma fisica e mentale non impeccabile, allora, la soluzione potrebbe trovarsi in questa parola: “semplicità” o, siccome è un atto, “semplificare”.

Come?

Italiano lo ha già mostrato. Seppur con risultati poveri:

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Adesso, però, proviamo (poi lo spiegheremo) a proporvi questo:

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Cosa c’è di differente? Di sicuro non il principio: cioè costruire la manovra sulle catene laterali. Il pallone lo ha il fluidificante di destra. Di sicuro non l’altro principio: cioè convergere con molti uomini in area di rigore. Nella zona evidenziata in rosso (la via più diretta per far gol) ci sono 8 viola. Allora cosa? La distanza.

Sì, la distanza tra ogni calciatore.

Lo spazio è stato specificato in tempo e distanza. Il tempo viene scandito dal ritmo, che ne rappresenta il mezzo.

Quindi, se la Fiorentina, stando a quanto detto all’inizio, stesse attraversando uno stato di forma psico-fisica non eccelso, aumentare le distanze non aiuterebbe, anzi, peggiorerebbe lo stato.

Così, al contrario, diminuirle risolverebbe l’anomalia della funzione e le funzionalità sarebbero sostituite. 

La funzionalità, lo ricordiamo ancora, non è il calciatore. Il calciatore è una sostanza con caratteristiche biomeccaniche generiche. Sostanza che occupa una sezione e svolge dei compiti.

Sostituirla significa spostare la sezione e lavorare su altri caratteri specifici (dunque generici), coi quali far fluire la funzione.

Ma torniamo al tema dell’articolo

La figura sopra mostra una diminuzione delle distanze tra i calciatori, ma anche una asimmetria che permette maggiori soluzioni di passaggio.

Passaggio che avviene con minor rischio di errore e che, con la diminuzione della distanza, porta ad un aumento del ritmo, senza dispendio eccessivo di energia fisica e mentale.

Poi, parlando della mente, un calciatore in uno stato psichico “alterato” (negativo), che riesce a mettere insieme una serie di passaggi andati a buon fine, sentirebbe accrescere maggior coraggio e otterrebbe il mezzo con cui lasciare quel limbo mentale che lo limita.

Noi abbiamo preso in considerazione la soluzione usata da Italiano durante Bologna-Fiorentina e l’abbiamo provata sconvolgere (senza, però, cercare di esagerare e rispettandone, comunque, i princìpi).

Adesso, una figura non rende l’idea di dinamicità, però con un po’ di immaginazione:

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Qui facciamo un esempio schematico dei calciatori che vengono portati a convergere (non la palla). L’ala (n.6) e la punta (n.9) di destra si allargano e restano schiacciati sulla linea dei difensori avversari. La punta di sinistra (n.11) converge in area di rigore assieme al fluidificante mancino (n.4). 

C’è da aggiungere, inoltre, che i fluidificanti della Fiorentina hanno già nei loro compiti quello di muoversi in una sezione interna del genere. Perciò non c’è alcuna invenzione nel movimento compiuto dal n.4.

Il lancio fatto dal fluidificante di destra avrebbe una gittata più breve e più efficace. Poi la terza linea degli opposti verrebbe maggiormente impegnata con movimenti verticali e orizzontali.

Altro esempio, questa volta viene portato il pallone a convergere (non i calciatori):

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Fluidificante destro (n.5) scarica verso il mediano di destra (n.7). Questi può ottenere tre soluzioni per dei passaggi raso terra e una soluzione per un passaggio lungo.

Per “portare la palla a convergere” si intende il fatto che i calciatori compiono movimenti minimi ed è il pallone che viaggia verso il centro, con passaggi brevi e rapidi.

Qui il n.7 può andare anche in profondità e pescare l’ala n.6 o lo stesso fluidificante n.5:

L’immagine è indicativa dei movimenti (non vengono presi in considerazione i numeri di maglia)

 

Mettiamo che il passaggio scelto dal n.7 sia quello verso il n.5: l’ala n.6 va in direzione della palla e libera spazio alle sue spalle. Il fluidificante lo attacca e riceve il pallone. Da lì possono aprirsi numerose soluzioni.

Le due punte possono tracciare dei vettori con direzione verticale, o diagonale ad allontanarsi dal pallone; mentre l’ala sinistra (n.10) e il mediano n.8 attaccano l’area a rimorchio. Persino, in una situazione di estrema necessità, il fluidificante n.4 può convergere e attaccare a rimorchio l’area di rigore.

Conclusioni:

Qui sono stati presi in considerazione due schemi soltanto e due situazioni generiche. Ovvio che se ne possano tirare fuori molte di più. Ma era per far comprendere che con la semplicità la Fiorentina potrebbe ottenere la soluzione ai suoi problemi. Basterà lavorare sulle distanze e accorciarle; diminuendo al minimo gli sforzi fisici e mentali.

Manuel Cordero

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