Con un editoriale nelle pagine della Nazione, Stefano Cecchi ha detto la sua sull’importanza del ritorno in campo di Albert Gudmundsson, apparso abbastanza pimpante nella sconfitta contro il Bologna della scorsa domenica al Dall’Ara:
Nella Fiorentina bolognese quell’uomo in più è sembrato poter essere Albert Gudmundsson, attaccante atipico venuto dal freddo dell’Islanda, capace però di giocate che incendiano la partita e il cuore dei tifosi. L’islandese non ha certo fatto una gara da 8 in pagella, però le volte in cui la palla è arrivata in suo possesso, la partita si è come attizzata. […] Così, nel momento in cui l’assenza di Bove obbliga per forza a ripensare la squadra, forse ridisegnarla intorno alle potenzialità dell’uomo in più Gudmundsson non sarebbe una suggestione sbagliata. In una Fiorentina che non vuole abdicare alla corsa di alta classifica, Gudmundsson rappresenta davvero l’opportunità possibile.
Ce ne eravamo già accorti contro il Cagliari, ma domenica scorsa col Bologna ne abbiamo avuta la riprova: quanto manca alla Fiorentina Edoardo Bove. Il centrocampista dell’Appio Latino era l’equilibratore del gioco viola. Con la sua assenza il centrocampo Adli-Cataldi ha mostrato evidenti limiti di tenuta e presenza. Un bel problema per Palladino.
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