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AQUILANI, “La mia Fiorentina è Montelliana. Che strano sentirsi chiamare mister”

L’ex giocatore della Fiorentina Alberto Aquilani, neo tecnico dell’Under 18 viola ha parlato a Radio Bruno: “L’esordio è stato emozionante, sono contento di essere tornato a Firenze. In questa squadra sono stato benissimo e nei miei tre anni ci siamo tolti molte soddisfazioni. Sicuramente mi fa strano sentirmi chiamare “mister” ma ho già iniziato a farci l’abitudine”. Quando sono arrivati i primi contatti con la Fiorentina? “Sono sempre rimasto in buoni rapporti con la società viola. Ho avuto il primo contatto con Joe Barone e poi con Pradè. Poi ho fatto il colloquio con Vergine e ci siamo piaciuti subito. Lo ringrazio tantissimo perché mi ha dato una squadra importante”. Si rivede nei ragazzi che sta allenando? “Assolutamente sì. So cosa provano, cosa pensano e cosa sognano. Capisco le loro emozioni. Loro si trovano in una età dove devono capire che strada prendere perché ora si comincia a fare sul serio. Conosco benissimo il loro stato d’animo”. C’è un allenatore a cui si ispira? “Io ho avuto la fortuna di essere allenato da tecnici incredibili. Dico sempre che ho preso qualcosa da tutti gli allenatori che ho avuto. Ho un’agenda segreta dove ho sempre scritto tutti gli insegnamenti dei miei mister. Quello che mi ha dato una scintilla in più è stato Jorge Jesus dello Sporting Lisbona perché in lui ho visto qualcosa di differente che non avevo visto in Italia o in Inghilterra”. La sua Fiorentina può essere considerata un po’ Montelliana? “Sicuramente. Porto dentro molti insegnamenti di mister Montella. Io quello che voglio far capire ai miei ragazzi è che per giocare a calcio bisogna avere il coraggio e la personalità per imporre il proprio gioco”. Che idea si è fatto della Under 18? “Secondo me diventerà una delle categorie più intelligenti mai fatte. I miei sono ragazzi del 2002, se non ci fosse questa categoria dovrebbero far parte della Primavera e forse fisicamente o mentalmente non sarebbero ancora pronti. Con l’Under 18 hanno la possibilità di avere un anno in più per giocare, per sbagliare e per crescere. Non è una categoria facile perché ti confronti sempre con i migliori”.

Redazione

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