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Venezia-Fiorentina: Marchetti bocciato, VAR inesistente. Nessuno ha visto la mano di Cande?

I quotidiani la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport, analizzano la prestazioni di Marchetti, direttore di gara di Venezia-Fiorentina. I giornali bocciano la prestazione di Marchetti, dandogli un 4.5.

Gazzetta dello Sport: voto 4.5

Tante interruzioni, parecchi falli fischiati, gioco spesso fermo e qualche svista pesante. Per Marchetti non è stata una buona gara. In particolare, nel finale manca un rosso a Pablo Marì per un brutto intervento sulla caviglia di Candé che ha dovuto lasciare il campo in barella. Il difensore della Fiorentina non è stato neanche ammonito. Regolare il primo gol del Venezia: Candé controlla con il petto. All’84’ Folorunsho trattenuto in area da Zampano: troppo poco per il rigore. 

Matteo Marchetti (Photo by Marco Luzzani/Getty Images via One Football)

Corriere dello Sport: voto 4.5

Brutta partita per Marchetti, inspiegabile l’immobilismo del VAR: non vedere il tocco di braccio di Ellertsson (più verso il gomito che verso la spalla) e soprattutto il tocco di mano di Candé (addirittura girerebbe voce che per Lissone non ci sarebbe proprio un tocco) sulla rete del momentaneo 2-0 è davvero clamoroso. Da annullare la rete di Candé che tocca il pallone con la mano destra, fra l’altro avendola fasciata è facilmente visibile (l’immagine perfetta è quella fronte alla porta, non quella mandata con la scritta Iliad che è schiacciata). Il pallone si abbassa, tocca la mano, si alza di nuovo e sbatte sul petto del giocatore che poi va a segnare. Qualcuno, fra Marchetti (anche se era coperto) e il VAR (ah, già, Di Bello) doveva vederlo. Pablo Marì entra su Candé, duro, con i tacchetti sulla caviglia: posto che manca proprio il provvedimento tecnico, giallo sicuro, forse anche rosso. E più rigore che play on il tocco di braccio di Ellertsson sul colpo di testa di Pablo Marì: il pallone sbatte sul bicipite pieno, non è spalla né la zona verde del pupazzetto della Fifa. Al limite la trattenuta (non clamorosa) di Zampano su Folorunsho: c’è, la maglia si allunga un po’, poi Zampano molla la presa.

Gaia Turati

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