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Inter, Bosco furioso: “Sono pappa e ciccia con il potere e fanno quello che gli pare. Acerbi..”

Non si placano ancora le polemiche per l’assoluzione del difensore dell’Inter, Francesco Acerbi, dopo le presunte parole razziste nei cofronti del brasiliano Juan Jesus, durante il match di campionato dello scorso 17 marzo disputato al “Meazza“.

Il giornalista Andrea Bosco sbotta contro l’Inter

Il classe ‘88, che lunedì potrà essere a disposizione di mister Simone Inzaghi per il posticipo della 30.a giornata contro l’Empoli, in questi giorni è stato bersaglio soprattutto dei tifosi partenopei, che non hanno gradito la sentenza del Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea. Anche molto addetti ai lavori sono stati molto critici a riguardo, soprattutto il giornalista e tifoso juventino Andrea Bosco, che in un suo editoriale sul sito “tuttojuve” ha attaccato duramente non solo il calciatore interista, ma soprattutto il club nerazzurro, reo secondo lui di avere tanti aiuti anche extra calcistici. Di seguito vi riportiamo un estratto delle sue dure parole.

L’Inter festeggia dopo una rete

Andrea Bosco, le sue parole contro il club nerazzurro

Acerbi non ha ricevuto alcuna punizione dalla procura federale per le (presunte) frasi razziste nei confronti di Juan Jesus. Maleducato ma non razzista.  Non è chiaro quello che Acerbi ha detto sul campo. Né  perché  successivamente abbia tentato di “spiegare“  al collega del Napoli il senso della sue parole, visibilmente sbracciandosi sul campo. Sarebbe il caso che il giocatore di Simone Inzaghi “chiarisse“, dando la sua versione dei fatti. Visto che non esistono filmati del “labiale“, visto che i milioni di telecamere presenti durante una gara non hanno evidenziato l’episodio, visto che nessuno tra Inter e Napoli, tra quanti erano in campo, sembra aver udito, visto che neppure arbitro e banda Var hanno visto e ascoltato, giustamente Chinè avendo solo una versione dei fatti (quella di Juan Jesus) non ha proceduto. Neppure i tecnici di Graziano Cesari le cui attrezzature sono più sofisticate di quelle di Houston, hanno cavato un ragno dal buco. Nessuna ripresa clandestina. Non uno smartphone in azione durante Inter-Napoli.

Felice Acerbi, felice l’Inter, felice Spalletti, felice Gravina. Non così il Napoli che ha prodotto un durissimo comunicato con il quale si  “nega“ a qualsiasi futura iniziativa anti razzismo della Federazione.  Gravina avrebbe potuto “ricorrere“ contro la sentenza. Come fece per il caso Lukaku. Ma non l’ha fatto. Anzi: ha spiegato che abbraccerà Acerbi che è “un bravo ragazzo“. E nessuno ne dubita. Così come nessuno dubita che Acerbi  “serva” alla Nazionale di Spalletti come il pane. Ma  evitiamo di fare gli “Andreotti“. Immagino io, che nella foga della tenzone, Acerbi sia “sbroccato“, come capita e sempre è capitato . E che Juan Gesus però non abbia digerito la cosa . Dieci giornate di squalifica ad Acerbi ( come era stato ipotizzato ) sarebbero state  una  indecenza, neppure da commentare.

Zero provvedimenti, come se niente fosse accaduto, una provocazione che solo l’ineffabile Chinè, poteva produrre. Quella  procura ce l’ha sempre “duro“ quando esamina i fatti di altre squadre. Quanto sistematicamente “floscio“ quando esamina quelli di  “quella“ squadra. “Essi“ risultano sempre impuniti. E probabilmente questa è l’unica volta  per la quale una  punizione sarebbe risultata ingiusta. Ma tutte le altre? O abbiamo già “dimenticato”?  “Essi“ sono (per decreto federale) “lindi di bucato“. Se lo sono  auto-certificati  nel 2006 e da allora  la cosa risulta un monolite. Che si tratti  di bilanci, di Var,  di rapporti con i magistrati, di intercettazioni, di trattative  condotte (illecitamente) prima del tempo consentito (Milito e Thiago Motta: chi erano costoro?), di prescrizione, niente cambia. “Essi“ sono “pappa e ciccia“ con il potere. Hanno “loro“ uomini nel sinedrio calcistico e fanno quello che gli pare.  Ora è evidente che  il gattopardo che governa  il calcio italiano,  ha per “essi“ una predisposizione che per altri non ha. Ha qualche “scheletro  nell’armadio“, il gattopardo? Qualche “carcassa“ mal rosicchiata  andata in decomposizione?  Tutto è possibile, ma va detto che (se ce l’ha) finora è stato abilissimo ad occultarla. Usando un potentissimo deodorante, per confondere i miasmi che da tempo dal suo “armadietto“ evaporano.

 

 

Andrea Riva

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