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Kurt Hamrin, l’Uccellino nei ricordi di Nardella e Giani

La morte di Kurt Hamrin, bandiera della Fiorentina, ha commosso anche la politica toscana, su tutti il sindaco di Firenze, Dario Nardella, e il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, i quali hanno dedicato un pensiero all‘Uccellino.

Queste le parole di Nardella:

“Ci ha lasciati Kurt Hamrin, grande campione, bandiera della Fiorentina. Aveva un soprannome, “Uccellino”, perché quando correva in campo sembrava che volasse e superava gli avversari con una leggerezza che lasciava a bocca aperta. Parlando dell’amore per Firenze, particolarmente profondo in chi sceglie di vivere in questa città, ripeto spesso le parole di Ennio Flaiano: “Molti muoiono a Firenze non avendo potuto nascerci”. Kurt Hamrin ne è l’ennesima conferma. Ha vissuto nella sua casa di Coverciano, insieme all’amata moglie Marianne, con cui ha avuto cinque figli. “Io e Marianne ci innamorammo subito di Firenze, quando ci fermammo in macchina ad ammirare le sue colline” Ricordava Hamrin in una recente intervista. Kurt ha sempre amato Firenze e i fiorentini, che lo hanno sempre ricambiato con grande affetto. Lo sport, e il calcio in particolare, non è fatto solo di risultati e trionfi. Contano molto le capacità di trasmettere emozioni e di rappresentare modelli di qualità umana prima ancora che atletica. E’ così che certi personaggi entrano di diritto nella storia di una città, ne arricchiscono la memoria e l’orgoglio immortale.”

Giani:

“Con Hamrin perdiamo una vera e propria leggenda, un mito, della Fiorentina, la cui maglia ha vestito per quasi dieci anni conquistando il record di gol segnati in viola, ma anche della storia del calcio in assoluto. Non c’è tifoso della mia generazione che non si sia emozionato vendendolo volare in campo, non c’è ragazzino che non abbia fantasticato cercando di emularne le gesta. L’uccellino, come era stato soprannominato, oggi è volato via per davvero, ma il suo ricordo resterà eterno. Firenze e la Toscana perdono uno dei cittadini più amati, perché lui, non fiorentino e non toscano, aveva scelto Firenze e la Toscana per continuare la sua vita, nel quartiere di Coverciano, non lontano dai quei campi che per lui sono stati non tanto un lavoro quanto una ragione di vita. Ciao Kurt, non ti dimenticheremo”.

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Rebecca Di Gregorio

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