“Com’è flebile nel calcio il confine fra genialità e presunzione, fra bravura e pochezza, fra fantasia e testardaggine”. Nella sua rubrica del mercoledì su La Nazione, Benedetto Ferrara introduce così un tema piuttosto delicato che riguarda Vincenzo Italiano, ovvero le critiche ricevute per un turnover, quello applicato dal tecnico della Fiorentina, giudicato da alcuni troppo estremo. Da genio del calcio a oggetto di critica: dopo la sconfitta di Udine su Italiano sono cadute le prime vere critiche da quando è a Firenze.
La rotazione innescata nelle ultime gara è figlia però dei ravvicinati impegni e soprattutto dalle condizioni non perfette di molti suoi giocatori: ” Ma come, pare abbia detto ai collaboratori, avevo tre giocatori indisponibili (Bonaventura, Niko e Duncan), uno era sul filo del rasoio e infatti poi si è rotto (Milenkovic), due non erano fisicamente in grado di giocare (Dodo e Iovic) e mi si dà del presuntuoso semplicemente per avere fatto scelte imposte dal destino? Uno sfogo legittimo e condivisibile”. Scrive Ferrara, in un pezzo che cerca di indagare i motivi delle scelte di Italiano.
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